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Il canale TV della Lega Calcio: come può diventare realtà uno dei sogni dei presidenti di Serie A?

Di Francesco Paolo Traisci. Con la nascita della media company e l'ingresso dei fondi, potrebbe vedere la luce la TV della Lega Calcio, progetto mai del tutto accantonato. Come potrebbe funzionare?

Francesco Paolo Traisci

"Fra i sogni di alcuni presidenti di Serie A c’è sempre stato quello di gestire direttamente i diritti audiovisivi, non più limitandosi a venderli secondo le procedure di assegnazione previste dalla normativa europea e poi italiana, ma curando uno o più canali gestiti in proprio dalla Lega stessa. Un simile progetto era stato presentato, come riporta la Gazzetta dello Sport, di recente, dal patron del Napoli Aurelio De Laurentiis ai suoi colleghi. Nel progetto, venivano illustrate le potenzialità di una scelta del genere, con una stima di ricavi per 2,5 miliardi a favore dei club, equivalente ad un miliardo in più rispetto alle entrate attuali, ma al netto dei costi necessari per costituire una realtà editoriale in grado di gestire un vero e proprio canale multimediale su cui mandare in onda le immagini del nostro campionato di calcio. 

Tentativi finora andati a vuoto

"L’obiettivo sarebbe quello di porsi direttamente nel mercato senza dover cedere i diritti audiovisivi ad altri e non subire quindi le loro strategie economiche, traendo i propri ricavi direttamente da abbonamenti e pubblicità. Da tempo qualcuno ci prova. I vari tentativi, l’ultimo dei quali si è concluso con una clamorosa marcia indietro nel corso della controversa vicenda che ha portato all’assegnazione dei diritti per l’attuale triennio, non sono andati a buon fine. Ma forse ora i tempi potrebbero essere maturati. Certo, ci sarebbero le restrizioni dell’attuale normativa, ma il D.L. Melandri, pur con qualche paletto, offre questo varco e quindi dal punto di vista normativo non dovrebberosopraggiungere sorprese negative.

Si punta sulla diversificazione

"Rispetto al passato, l’idea è quella di puntare sulla diversificazione, ora che la tecnologia consente di trasmettere il segnale su varie piattaforme, trovando quindi mercati importanti oltre a quelli dei diritti TV. Ma l’offerta potrebbe essere diversificata anche tarando i vari prodotti, oltre che per le singole piattaforme, anche con l’aggiunta di altri eventi o di materiali che la Lega A possiede nel proprio sterminato archivio o costituendo affiancando la tradizionale offerta in abbonamento anche un sistema di pay per view, proponendo al mercato la Serie A in abbinata con altri eventi, con offerte on demand e costruendo nuove modalità di fruizione sui social network. O anche rivendendo alcuni prodotti ad emittenti interessate. 

La media company può aiutare, ma...

"La modalità di fruizione delle immagini sarà dunque particolarmente importante. Non a caso, nell’accordo quadro disegnato in queste settimane di trattative, una cifra di 50 milioni viene destinata proprio allo sviluppo dell’operazione che riguarda il canale della Lega. Ecco, la costituzione della media company anche con finanziamenti esterni consentirebbe proprio di sviluppare strategie in questo senso, come alternative alle vecchie dinamiche di assegnazione ai broadcaster interessati.  Ma forse bisognerebbe sbrigarsi. Perché il procedimento di assegnazione dei diritti per il prossimo triennio è già avviato con la pubblicazione delle linee guida per la loro commercializzazione… e la media company appare ancora in alto mare.