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I Mondiali ogni due anni, una proposta innovativa ma osteggiata e piena di possibili criticità…

I Mondiali ogni due anni, una proposta innovativa ma osteggiata e piena di possibili criticità…

Di Francesco Paolo Traisci. I Mondiali sembrano destinati a generare casi sportivi politici e diplomatici, fra proposte innovative ma osteggiate e nuovi possibili caos nelle qualificazioni per la situazione covid-19...

Francesco Paolo Traisci

I mondiali ogni 2 anni? Un progetto della FIFA che allarma non poco l’UEFA e le principali Federazioni europee, fortemente preoccupate e pronte alla battaglia. In primis l’UEFA, che si è dichiarata apertamente ostile, trovando l’appoggio della Confederazione Sudamericana, perché significherebbe spostare agli anni dispari i prossimi tornei continentali (se non quelli del 2024, quantomeno quelli del 2028) per evitare la concomitanza con la manifestazione mondiale, con tutte le conseguenze anche economiche sui diritti audiovisivi già in parte venduti. Ci sarebbe anche la congestione delle gare di qualificazione, che si inserirebbero negli spazi occupati dalla Nations League, sulla quale la UEFA ha puntato molto. La finestra unica per le qualificazioni presentata dalla FIFA comporterebbe infatti la fine del torneo nato solo qualche anno fa.

Viaggi, infortuni e Covid-19

Allo stesso modo, fortemente preoccupati sono le Federazioni nazionali europee ed i medici sportivi, che hanno messo in evidenza come un calendario così congestionato con un alternanza fra gare e viaggi e pochi spazi per gli allenamenti vedrebbe il rischio di giocatori sottoposti ad uno sforzo eccessivo nel corso della stagione, aumentando quindi i pericoli di infortuni. Si aggiungerebbe poi il problema logistico degli spostamenti, che già costringe gli allenatori a rinunciare ai calciatori reduci da viaggi internazionali lunghi ed estenuanti anche dal punto di vista fisico, a cui gli atleti devono sottoporsi per rispondere alle convocazioni delle proprie nazionali, anche fuori dall’Europa. E con difficoltà di rientro in campo anche in considerazione della necessità di quarantena in tempi di covid. Conosciamo tutti le resistenze dei grandi club e delle rispettive Leghe e Federazioni, in primis la Premier, nel rilasciare i giocatori convocati per le qualificazioni sudamericane e le trattative con le Federazioni interessate (in particolare Brasile e Argentina) per una limitazione delle convocazioni o delle partite che andranno a disputare (si tratta sull’esenzione dalla terza in modo che i giocatori possano rientrare dai paesi in lista rossa in anticipo per sottoporsi alla prevista quarantena qualche giorno prima rispetto ai tempi previsti e saltare meno turni di campionato una volta ripreso). Allo stato attuale, infatti, i giocatori che giocheranno anche nell’ultima delle tre partite previste in nazionali verrebbero costretti a saltare fino a due partite di campionato con i propri club. D’altra parte i club inglesi trattano anche con il proprio governo per esentarli dalla quarantena o quantomeno ridurne i tempi, consentendo che i calciatori siano messi in quarantena per cinque giorni in una “bolla del club” anziché gli attuali 10 negli hotel designati. E tutto ciò verrebbe fortemente aumentato qualora i mondiali si tenessero ogni due anni!

Scende in campo anche la Commissione Europea

E ultimamente è scesa in campo pure la Commissione Europea per bocca di Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione per la promozione dello stile di vita europeo, come riportato da Politico, la quale ha manifestato tutta la sua preoccupazione: “Condivido pienamente i dubbi delle Federazioni calcistiche europee nazionali sulla possibilità di una Coppa del Mondo biennale”, le sue parole. “L’Europa è l’epicentro mondiale del calcio e abbiamo il dovere di preservare un modello che rispetti l’interesse dei tifosi, il benessere fisico dei giocatori e la logica generale del calendario sportivo globale, non solo gli interessi commerciali”. Ed è stato annunciato un intervento della Commissione cultura, con la votazione di uno specifico invito alle organizzazioni sportive “a rispettare la frequenza stabilita dei tornei sportivi internazionali, in particolare per i Campionati Europei e del Mondo”. A questa presa di posizione ha fatto eco Tomasz Frankowski, co-presidente del gruppo sportivo del Parlamento ed ex calciatore professionista, che ha dichiarato che “come ex calciatore, temo che ci sarebbe un serio rischio per la salute dei giocatori, costretti a partecipare a competizioni estive ad alta intensità ogni anno invece di pause di recupero più lunghe ad anni alterni. Questi piani porterebbero all’erosione delle opportunità sportive per le squadre nazionali più deboli, sostituendo le partite regolari con le fasi finali”.

Come nasce la proposta?

Un'Europa compatta contro la proposta. Ma come è nato un progetto così controverso? Si tratta di una proposta avanzata dal Presidente della Federazione dell’Arabia Saudita, Yasser Al Misehal, esponente di un gruppo di Federazioni di paesi emergenti, desiderose di una maggiore presenza nel calcio che conta. Per Al Misehal i Mondiali ogni due anni avrebbero una funzione cruciale per la crescita e lo sviluppo del gioco. “Sarebbe l'ora di rivedere la tempistica anche per avere un ulteriore introito commerciale che aiuti la globalizzazione del calcio”. E la FIFA ha detto sì, promuovendo un’indagine per verificare la fattibilità ed il gradimento. Una globalizzazione del Calcio che farebbe sicuramente piacere alle federazioni dei paesi emergenti, africani ed asiatici, desiderosi di misurarsi più spesso con quelli europei e sud americani, tanto che la proposta a suo tempo fu approvata nel summit FIFA con una maggioranza quasi schiacciante di 166 voti favorevoli e soli 22 contrari. Secondo la FIFA l’organizzazione dei Mondiali ogni due anni, e non più quattro, sarebbe la strada giusta per la crescita globale del calcio. Il progetto vede favorevoli soprattutto i paesi emergenti asiatici e africani, i cui sistemi calcistici non sono così affollati di campionati, tornei e squadre come quelli europei e sudamericani. Paesi come l'Arabia Saudita ma anche Marocco, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Cina sarebbero molto attratti dalla possibilità di giocare i Mondiali più spesso e, di conseguenza, dalle maggiori probabilità di ottenere l’assegnazione di una o più edizioni. E poi ci sarebbero gli utili che la stessa FIFA percepirebbe, raddoppiando le edizioni della competizione mondiale. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, si è finora rifiutato di illustrare la proposta ai media. A maggio, però, lo stesso Infantino aveva detto: “Non c’è bisogno di essere Einstein per capire che i Mondiali ogni due anni raddoppierebbero i ricavi”.

E le posizioni rimangono assai lontane: lo studio appena presentato dall’ex allenatore dell’Arsenal Arsène Wenger, ora a capo dello sviluppo calcistico globale della FIFA, sarà attentamente esaminato, ma le criticità rimangono sul tavolo. Toni pacati ma sarà battaglia dura…. Con un report che verrà consegnato a Federazioni e stakeholders a novembre, in vista del summit mondiale previsto per il mese successivo.

Certo avere notti magiche praticamente ogni estate sarebbe bello, ma c'è veramente lo spazio per evitare il rischio che la competizione diventi inflazionata e perda interesse?