I diritti audiovisivi: una storia lunga e piena di colpi di scena – 7. Satellite e digitale terrestre

I diritti audiovisivi: una storia lunga e piena di colpi di scena – 7. Satellite e digitale terrestre

Di Francesco Paolo Traisci. Negli ultimi 30 anni una delle fonti maggiori di reddito per le società professionistiche è sicuramente quella derivante dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi. Questo speciale ripercorre le tappe salienti della storia degli accordi e delle normative che regolano l’acquisto e la trasmissione delle partite del nostro campionato.

di Francesco Paolo Traisci

Ma il sistema della vendita individuale cominciò a scricchiolare… Nel 2001-2002 il sistema iniziò ad entrare in crisi, con molte società minori che faticavano a vendere i diritti (ad una o all’altra emittente), dichiarandosi insoddisfatte delle offerte economiche, provocando addirittura lo slittamento dell’inizio dei campionati.

La crisi fu acuita anche dall’acquisizione da parte di Rupert Murdoch, proprietario di Stream, del gruppo Telepiù avvenuta nel 2003. Entrambe le piattaforme si fusero così in una unica, chiamata Sky Italia, suscitando una procedura di infrazione da parte della Commissione, per l’evidente natura di intesa orizzontale vietata dall’art. 101 del Trattato. All’esito della procedura, tuttavia, la Commissione diede il via libera alla fusione, mettendo solo alcuni paletti. L’effetto iniziale della nuova situazione di monopolio fu quello di determinare offerte ancora più basse per l’acquisizione dei diritti, soprattutto nei confronti delle società minori.

Gioco Calcio

Per contrastare ciò, alcune di queste società si unirono contribuendo alla creazione di Gioco Calcio, una nuova televisione gestita dalla stessa Lega Calcio. Tuttavia l’illusione di fare concorrenza a Sky durò poco, a causa della debolezza economica del progetto. Addirittura Gioco Calcio, per poter operare, dovette affittare quattro canali dalla stessa Sky. In realtà tutto questo fu probabilmente una conseguenza del limite del 60% imposto dalla Legge del 1999 e della situazione di monopolio creatasi con la fusione. Cosicché, essendo un limite meramente quantitativo, Sky aveva deciso di non acquistare i diritti di alcune squadre, le quali in assenza di acquirenti avevano deciso di trasmettersi da sole le partite.    

Il campionato 2003-04 iniziò con 11 società rimaste fedeli alla TV di Murdoch e le altre 7 che optarono per la TV della Lega. Nel corso della stagione queste ultime ruppero l’una dopo laltra il contratto che le legava alla nuova piattaforma e passarono a Sky, la quale a fine stagione raggiunse il prefissato obiettivo di copertura totale della Serie A. Gioco Calcio chiuse i battenti nel giugno 2004, con tanti rimpianti ed una serie di questioni legali alle spalle.

Finita la (peraltro scarsa) concorrenza di Gioco calcio, nel campionato 2004-2005 Sky rimase da sola: all’inizio qualche società che era ancora incerta se accettare le sue offerte ed alcune gare restarono senza copertura televisiva, ma dopo poche giornate tutte hanno trovato l’accordo con Sky, che poté così ripristinare stabilire il suo inevitabile monopolio dei diritti sportivi sulla Serie A fino alla fine del girone di andata, nel gennaio 2005.

Digitale terrestre e satellite

Ma con l’inizio del girone di ritorno iniziò una nuova era: quella del digitale terrestreIn Italia la transizione del segnale televisivo da analogico a digitale era già iniziata nel 1996 per le trasmissioni satellitari (su iniziativa di TELE+) e si è completata proprio nel 2005, quando il processo si è realizzato anche per le trasmissioni terrestri. Il 3 gennaio 2004, in coincidenza con il 50º anniversario della nascita della televisione italiana, è nato il digitale terrestre, che prima affianca la TV analogica e poi (dal 2012) la sostituisce definitivamente. Nel gennaio 2005 vennero alla luce anche due pay TV digitali terrestri: Mediaset Premium e LA7 Cartapiù.

E nel mercato dei diritti televisivi del calcio si venne a creare una situazione da alcuni ritenuta paradossale: in virtù degli obblighi imposti in seguito alla procedura di infrazione per la fusione tra Tele+ e Stream, Sky avrebbe mantenuto solo i diritti per le trasmissioni satellitari, mentre di diritti per il digitale terrestre avrebbero potuto essere venduti da ciascuna società liberamente. E quindi le varie società di calcio poterono rivendere le proprie gare interne anche alle pay TV terrestri, oltre che a Sky.

A partire dal girone di ritorno del campionato 2004-2005, dunque, Sky mantenne quindi l’esclusiva per la trasmissione di tutte le partite di Serie A via satellite, ma subendo la concorrenza via etere di Mediaset e LA7, che iniziarono a trasmettere le stesse gare sul digitale terrestre a costi molto più convenienti per gli utenti. Si iniziò con 9 squadre su Mediaset Premium ed 8 su Cartapiù, mentre rimasero tre società a non aver ceduto i propri diritti. Tuttavia due di esse lo fecero a torneo in corso, portando a 10 le squadre sotto contratto con Cartapiù, mentre fino al termine della stagione restarono in 9 quelle di Premium ed una sola società che, non cedendo i diritti terrestri, lasciò la totale esclusiva delle gare in casa propria alla TV satellitare.

Per la stagione 2005-06 Mediaset e LA7 arrivarono così a coprire, in due, tutta la Serie A: 11 squadre a Premium, 9 a Cartapiù, mentre Sky mantenne l’esclusiva satellitare di tutto il campionato (a parte un paio di squadre nelle prime giornate) con il vantaggio di un abbonamento unico, mentre sul digitale terrestre si doveva fare i conti con le due piattaforme.

Tre piattaforme diverse

A decorrere dalla stagione 2006-07 le tre pay TV trovarono però più opportuno accordarsi per una spartizione razionale dei diritti TV: Mediaset LA7 acquisirono i diritti esclusivi dalle varie società di Serie A, tenendo poi per sé i soli diritti terrestri e rivendendo a Sky quelli satellitari. In questo modo la TV di Murdoch continuò ad assicurare la copertura di tutto il campionato sulla piattaforma satellitare, mentre sul digitale terrestre Mediaset Premium e Cartapiù si suddivisero più o meno equamente le squadre di Serie A: 10 squadre ciascuna nelle stagioni 2006-07 e 2007-08, 11 a Premium e 9 a Cartapiù nel 2008-09.

A favore dei tifosi questi accordi prevedevano anche l’individuazione, da parte di entrambe le TV, di cinque o sei squadre full: per ciascuna di queste squadre l’emittente terrestre che ne aveva acquisito i diritti proponeva ai propri abbonati tutte le gare, quindi oltre a tutte le gare casalinghe ed alle trasferte contro le altre squadre delle quali aveva acquisito i diritti, anche le altre trasferte appannaggio della concorrente. Le squadre full, delle quali si possono seguire tutte le gare stagionali su un unico operatore terrestre, furono 5 (su 10 totali) per ciascuna TV nella stagione 2006-07, 6 per ciascuna nel 2007-08, 6 per Premium (su 11 totali) e 5 per Cartapiù (su 9) nel 2008-09.

Con questo sistema la maggior parte delle partite, per la prima volta, andarono in onda contemporaneamente su tre piattaforme diverse.Tutto ciò fino all’avvento di una nuova rivoluzione con il D.Lgs 9 del 2008. Ma tutto questo ed altro alla prossima puntata

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