I dilettanti e il patrocinio gratuito nella giustizia sportiva della FIGC: quali sono le condizioni per richiederlo?

I dilettanti e il patrocinio gratuito nella giustizia sportiva della FIGC: quali sono le condizioni per richiederlo?

Di Francesco Paolo Traisci. Nella riunione del 27 gennaio 2020 è stato nuovamente riformato l’art 139 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, introducendo la facoltà, per tutti coloro che non hanno le possibilità economiche, di usufruire delle prestazioni di un avvocato avvalendosi del gratuito patrocinio per l’accesso agli organi della giustizia sportiva.

di Francesco Paolo Traisci

Nella riunione del 27 gennaio 2020 è stato nuovamente riformato l’art 139 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, introducendo la facoltà, per tutti coloro che non hanno le possibilità economiche, di usufruire delle prestazioni di un avvocato avvalendosi del gratuito patrocinio per l’accesso agli organi della giustizia sportiva.

Limitatamente ai procedimenti dinanzi la Corte di Appello Federale per illecito sportivo

Ciò limitatamente ai giudizi di cui all’art. 138, comma 4, lett. b), ossia dinanzi alla Corte di Appello Federale per i quali, ai sensi dell’art. 100 n. 2 del nuovo Codice di giustizia FIGC è previsto che “salva diversa disposizione dello Statuto, le parti non possono stare in giudizio se non con il ministero di un difensore.” In seguito dell’approvazione del nuovo Codice di Giustizia Sportiva, per i giudizi innanzi la Corte Federale di Appello è stata infatti introdotta la necessità di una “difesa tecnica” obbligatoria, ossia l’obbligo per società e tesserati di rivolgersi necessariamente ad un avvocato per agire innanzi a tale organo, al fine di tutelare i loro diritti, a pena della dichiarazione dii inammissibilità dell’atto. Tale norma, tuttavia, aveva finito per penalizzare le Società o i singoli tesserati che, in situazioni di particolare difficoltà economiche, non avevano le possibilità finanziarie per sostenere i costi di un professionista del libero foro, limitandone così di fatto l’accesso al sistema di Giustizia Sportiva.

E quindi dopo una sollecitazione da parte della LND con il proprio presidente Sibilia in testa, si è arrivati all’aggiunta appena apportata all’articolo 139, grazie alla quale tutti coloro che non potranno sostenere i costi della assistenza legale avranno, qualora ne ricorrano i presupposti, la facoltà di avvalersi dell’Ufficio del gratuito patrocinio istituito presso il CONI. In realtà, per quanto riguarda i dilettanti, soprattutto quelli dei comitati regionali, la novità ricade su un limitato numero di casi di giustizia sportiva, perché la maggior parte del contenzioso per loro si svolge dinanzi al giudice regionale, di primo e secondo grado, nei procedimenti dinnanzi ai quali non è necessario essere rappresentati da un avvocato. La norma fa infatti riferimento solamente ai casi di impugnazione delle decisioni del Tribunale Federale in materia delle violazioni al Codice di Giustizia Sportiva considerate illeciti sportivi e oggetto di deferimento da parte della Procura federale, nonché le infrazioni che comportano un deferimento da parte della Procura federale. Peraltro si tratta solo dei procedimenti relativi al secondo grado di giudizio atteso che nemmeno per i procedimenti dinnanzi al Tribunale Federale è necessario avere un avvocato.

Sono quelli per i quali è previsto il magistero di un difensore tecnico

La norma però chiude un cerchio, andando a liberare le società dai costi di un professionista in tutti i casi in cui è costretta a farsi rappresentare da un difensore, non potendo stare in giudizio da sola. “Sono particolarmente orgoglioso che la Lega Nazionale Dilettanti si sia fatta promotrice, a tutela delle tante Società e tesserati che già affrontano grandi sacrifici economici per svolgere l’attività sportiva sul territorio, dell’introduzione una norma che garantisce l’accesso al sistema di Giustizia Sportiva per chi versa in condizioni di difficoltà. – ha commentato all’ANSA il Presidente Sibilia – Credo si tratti di una ulteriore dimostrazione dell’attenzione che la LND rivolge alle istanze che provengono dalle Società e, soprattutto, riaffermi il costituzionale principio di parità di trattamento e di tutela dei diritti a prescindere dalle condizioni economiche”.

L’albo è quello del CONI

E così visto che è diventato obbligatorio essere assistiti da un avvocato nei procedimenti dinanzi alla Corte di Appello Federale, potere usufruire del gratuito patrocinio significa che la società (o il suo tesserato) potrà essere difesa gratuitamente per lei in quel procedimento da un professionista qualificato, scelto fra quelli iscritti in un apposito albo gestito direttamente dal CONI. In realtà, il Codice di Giustizia del CONI all’art. 8 prevede che “al fine di garantire l’accesso alla giustizia federale a quanti non possono sostenere i costi di assistenza legale, la Federazione può istituire l’Ufficio del gratuito patrocinio o avvalersi dell’apposito Ufficio istituito presso il Coni. 2. I regolamenti di giustizia federali definiscono le condizioni per l’ammissione al patrocinio gratuito nonché il funzionamento del relativo ufficio, assicurando l’indipendenza degli avvocati che vi sono addetti. Il Consiglio federale stabilisce altresì le risorse all’uopo dedicate, anche destinandovi le somme derivanti dal versamento dei contributi per l’accesso ai servizi di giustizia”. Possibilità quindi per la FIGC in futuro di creare il proprio ufficio di gratuito patrocinio con regole proprie, ma al momento non sembra sia in programma la formazione di un albo specifico per la FIGC, visto che la nuova versione dell’art. 139 chiama in causa il gratuito patrocinio del CONI. Si tratta di avvocati specializzati nel diritto dello sport, visto che l’iscrizione di un avvocato all’albo è sottoposta all’approvazione del Presidente del Collegio di Garanzia, che valuta che l’avvocato che chiede l’iscrizione, oltre ad essere iscritto all’albo degli avvocati, sia “in possesso di specifica competenza nell’ambito dell’ordinamento sportivo”.

Le condizioni di ammissione

Le condizioni per l’ammissione al gratuito patrocinio nonché il funzionamento del relativo ufficio sono quelli previsti anche per il Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, per i giudizi dinanzi al quale è previsto l’analogo obbligo di essere rappresentati da un legale e sono disciplinati dal Regolamento di Organizzazione e Funzionamento del Collegio di Garanzia dello Sport. Il gratuito patrocinio è disciplinato dal Regolamento di organizzazione e funzionamento del collegio di garanzia dello sport del CONI che all’art. 4 n.2 prevede che “può  essere ammesso al patrocinio ogni soggetto dell’ordinamento sportivo le cui pretese non risultino manifestamente infondate e che sia titolare, ai fini dell’imposta personale sul reddito o dell’imposta sul reddito delle società ove applicabile, di un reddito imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a Euro 10.766,33”.

Per ottenerlo è necessario presentare un’istanza ai sensi dell’art. 4 n. 3 che afferma che “l’istanza di ammissione è presentata entro un termine adeguato a garantire il diritto di difesa, e comunque almeno sette giorni prima dell’udienza, dall’interessato in possesso dei requisiti di cui al comma precedente, alla Segreteria del Collegio di Garanzia. L’istanza deve contenere a pena di inammissibilità: a) la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio, l’indicazione del giudizio cui si riferisce, se già pendente, o della decisione che si intende impugnare, con l’indicazione anche sommaria delle pretese che si intendono azionare; b) le generalità dell’interessato e del coniuge o degli altri familiari conviventi, unitamente ai rispettivi codici fiscali; c) una dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell’interessato attestante la sussistenza dei requisiti previsti per l’ammissione, con specifica determinazione del reddito complessivo valutabile”.

Si tratta però di una domanda, sulla quale deciderà il Presidente della Corte di Appello Collegio di Garanzia o della Sezione interessata che valuta le presenza dei requisiti previsti. Se la richiesta viene accettata l’assistenza sarà gratuita, in quanto i costi dell’avvocato vengono liquidati con un apposito provvedimento pronunciato dal Collegio di Garanzia ai sensi dell’art. 62 del Codice della Giustizia Sportiva. Una buona mano per le società meno abbienti (in teoria non solo quelle dilettantistiche) e per i loro tesserati, adeguandosi ad una riforma che va nel senso di una giustizia sportiva sempre più tecnica, celere ed efficace!

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