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Fondi di…serie B. Anche i cadetti interessati a una media company: come si sta muovendo Balata?

(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images for Lega Serie B)

Di Francesco Paolo Traisci. L’idea della media company è piaciuta anche alla Serie B e potrebbe essere replicata anche nel campionato cadetto. Come si sta muovendo il presidente della Lega B al riguardo?

Francesco Paolo Traisci

"L’idea della media company è piaciuta anche alla Serie B. L’operazione che la Lega A sta portando avanti da tempo, quella di una media company per gestire i diritti d’immagine e quindi in particolare (ma non solo) i diritti sulle partite di calcio del campionato di Serie A, potrebbe essere replicata anche per la Lega B, secondo quanto riportato dal portale CalcioFinanza.

Stessi protagonisti e stesso modello

"L’operazione di partnership con dei fondi di investimento che fornirebbero denaro per le casse delle squadre per le squadre del campionato cadetto e know how per la commercializzazione ma anche, eventualmente, per la diffusione diretta delle immagini, potrebbe essere attuata anche in relazione alle gare della Serie B. Stessi protagonisti: la cordata CVC - Advent e Fsi nei giorni scorsi ha avanzato una manifestazione di interesse al presidente della Lega di Serie B, Mauro Balata, e ai club del secondo campionato italiano per un’operazione che comunque si concluderebbe solamente dopo la fine delle trattative per la media company della Serie A. Il progetto ricalcherebbe il modello già proposto per la Serie maggiore, con il 10% del capitale agli investitori. Medesimo anche l’obiettivo: aumentare gli introiti dalla cessione dei diritti di trasmissione che ad oggi ammontano a 25 milioni annuali.

Quali vantaggi per i club di B?

"Un'operazione che potrebbe portare vantaggi per entrambi: per la Serie B, in primis, un afflusso di denaro immediato nelle casse dei club, in un momento di crisi. Certo assai minore rispetto a quello della Serie A, ma comunque importante e migliorativo rispetto agli introiti attuali. Peraltro così come per il campionato maggiore, gli investitori potrebbero anche fornire know how e risorse per investimenti futuri. Dal canto loro, questi ultimi potrebbero trovare una sinergia fra le media company, sfruttando strategie di mercato comuni per migliorare i rendimenti di entrambe. E poi c’è un ultimo aspetto da non trascurare: la conflittualità fra le due Leghe proprio in relazione alla media company della Serie A, che con il versamento immediato del 10% da parte degli investitori nelle casse delle attuali squadre di Serie A, taglierebbe fuori le squadre di B dalla distribuzione dei proventi per i diritti sui futuri campionati. Potrebbe essere quindi utile la mediazione della cordata che da partner di tutte e due le Leghe potrebbe trovare modo di accontentare entrambe.