Fine stagione, scadenze degli accordi ed estensioni contrattuali: arrivano le indicazioni della FIGC

Fine stagione, scadenze degli accordi ed estensioni contrattuali: arrivano le indicazioni della FIGC

Di Francesco Paolo Traisci. Il 30 giugno è alle porte e finalmente sono arrivate le indicazioni della FIGC per consentire ai giocatori in scadenza di contratto al termine della stagione corrente di continuare a giocare nei club in cui stanno militando…

di Francesco Paolo Traisci

Il 30 giugno è alle porte e finalmente sono arrivate le indicazioni della FIGC per consentire ai giocatori in scadenza di contratto al termine della stagione corrente di continuare a giocare nei club in cui stanno militando oltre la scadenza naturale di quest’ultima, ossia proprio il 30 giugno. Ora che la stagione terminerà, il 31 agosto, si era infatti posto il problema di come coprire i due mesi che mancano alla fine della stagione per coloro che hanno i contratti in scadenza.

L’integrità della competizione sportiva

Dopo una serie di proposte, la FIGC lo ha definitivamente stabilito con il comunicato ufficiale n. 228/a del 22 giugno, con l’esplicito obiettivo di “garantire il più possibile omogeneità di trattamento ai rapporti contrattuali”.  Il principio guida è quello della “integrità della competizione sportiva”, in virtù del quale la FIFA aveva raccomandato che “i campionati in corso siano conclusi con le rose al momento della sospensione, indipendentemente dalla scadenza dei contratti economici tra società e tesserati prevista al 30 luglio 2020”. Di conseguenza l’UEFA aveva disposto che le squadre ancora in lizza nelle sue competizioni dovranno concluderle con le stesse rose disponibili al momento della sospensione e la stessa FIGC ha stabilito che le squadre “per concludere le competizioni della stagione sportiva 2019/2020, dovranno utilizzare esclusivamente tesserati alla data dell’11 giugno 2020”. 

Le varie situazioni: prestiti e contratti in scadenza

Tenendo presente questi punti fermi, la FIGC ha adottato una serie di provvedimenti distinguendo varie situazioni. Per quanto riguarda i calciatori legati al club da contratti pluriennali, nessun problema: viene confermata la validità del contratto e nessun problema nemmeno per quelli in prestito pluriennale da una società ad un’altra, in quanto la durata del tesseramento a titolo temporaneo sarà prorogata fino al 31 agosto e poi inizierà l’ulteriore stagione di prestito. In entrambi i casi la stagione 2019/2020 durerà 14 mesi e quella 2020/2021 solo 10, con le evidenti conseguenze su eventuali aumenti di stipendio pattuiti che decorreranno dal 1 settembre, fatti salvi eventuali accordi derogatori fra le parti.  Per gli altri casi, sarà invece necessario un accordo fra le varie parti: giocatore e club nel caso di giocatore con contratto in scadenza; club titolare di un contratto pluriennale con il calciatore, club titolare del prestito in scadenza e calciatore, nel caso di prestiti in scadenza.

Per i giocatori in scadenza di contratto, l’estensione fino al 31 agosto del contratto economico dovrà infatti essere rinegoziata dal giocatore e dal club, e, in tal senso, il compenso per il calciatore dovrà, secondo le indicazioni della FIGC, essere riproporzionato secondo i parametri economici del contratto in scadenza (e quindi, di fatto, aggiungendo due mensilità), ma dovrà essere formalizzata in un apposito accordo fra le parti. Questa disposizione trova poi la sponda con l’ulteriore indicazione della FIGC che sancisce la validità e la definitività degli accordi per i tagli stipendiali concordati fra la dirigenza dei club ed i giocatori per il periodo di sospensione. Di modo suggerire che nella rinegoziazione del compenso del calciatore per il prolungamento del contratto si tenga presente la situazione globale: mensilità tagliate e mensilità aggiunte, in modo da trovare un equilibrio. 

Necessario l’accordo tra tutte le parti in causa

Ma sarà necessario che il calciatore ed il club siano d’accordo sull’estensione. Altrimenti il giocatore potrà rifiutarsi di continuare la stagione con il club, concedendosi una meritata vacanza definitiva se ha deciso di ritirarsi. Non potrà però raggiungere la nuova squadra qualora avesse sottoscritto un contratto con un altro club, perché tutti gli eventuali accordi per la stagione 2020/2021 (adesso a livello di accordo preliminare) avranno decorrenza a partire dal 1 settembre 2020. In ogni caso poi le rose sono bloccate e non potrebbe comunque scendere in campo con i nuovi colori né per quelle di campionato né per quelle delle eventuali coppe europee.

Questa regola blocca anche coloro che rientrerebbero dai prestiti: in mancanza di accordo fra i club per la proroga del prestito per i due restanti mesi, il giocatore non potrà in ogni caso scendere in campo con il club presso il quale è rientrato dal prestito, né in campionato né nelle coppe europee. Certo, è comunque necessario l’accordo fra i due club e con il giocatore. E quindi ci potrebbe comunque essere un rifiuto da parte del club, italiano o straniero, di consentire alla proroga, anche a prescindere da un eventuale accordo economico che vedrebbe il club titolare del prestito farsi carico delle due mensilità di stipendio relativi alla proroga. Ma, vista l’impossibilità che scenda in campo nel club in cui rientrerebbe dal prestito, la mancata concessione della proroga mostrerebbe la volontà di fare un dispetto al club titolare del prestito o il timore di incontrare il giocatore fra gli avversari in un eventuale scontro diretto!

     

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