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File nascosti, ricatti e servizi segreti: l’intrigo Al-Khelaifi, una spy story tra Qatar e Paris Saint-Germain

File nascosti, ricatti e servizi segreti: l’intrigo Al-Khelaifi, una spy story tra Qatar e Paris Saint-Germain - immagine 1
Di Francesco Paolo Traisci. Iniziano i Mondiali, ma non mancano ancora le polemiche per l'assegnazione della manifestazione al Qatar. E spunta una vera e propria spy story che coinvolge il numero uno del PSG...

Francesco Paolo Traisci

Domenica iniziano i Mondiali in Qatar, senza l’Italia purtroppo, ma iniziano anche le polemiche. Non per la nostra mancata partecipazione, quelle già sono sopite, ma per i Mondiali che qualcuno giudica nel tempo e nel luogo sbagliati. Sulla tempistica sappiamo tutto. Per la prima volta i Mondiali si tengono in autunno, nel bel mezzo delle stagioni agonistiche, costringendo i campionati nazionali ad una sosta forzata. Ma sicuramente farli in estate sarebbe stato impensabile, evidentemente a causa delle temperature di quella parte del mondo. Ma anche sulla sede molti hanno espresso e continuano ad esprimere grandi critiche accusando il Qatar di essere un paese che non conosce la democrazia, che non rispetta i diritti umani, che i lavori per la costruzione degli stadi hanno causato migliaia di morti e via dicendo… Ed ora spunta anche qualche retroscena sulla loro assegnazione ad un paese di così scarsa tradizione. Il tutto fortemente intrecciato con le vicende del Paris Saint-Germain, top club francese di proprietà del fondo sovrano e con alla guida la figura ormai iconica del patron Nasser Al-Khelaifi.

Dossier e documenti compromettenti

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Come nelle migliori spy stories spuntano video di dipendenti del club che si sentono minacciati dai vertici per la loro conoscenza di fatti che non dovrebbero conoscere, denunce di ricatti e di documenti compromettenti per il presidente, il tutto ormai oggetto da una indagine dei servizi interni francesi. Le indagini, secondo le ricostruzioni dei media, avrebbero inizio nel 2016, con l’arrivo nelle mani dei servizi di un taccuino con dati e informazioni altamente riservate, fra cui resoconti di operazioni di sorveglianza e dettagli secretati di operazioni di difesa, molte delle quali rivolte contro le minacce jihadiste. Alcuni mesi dopo, gli stessi finiscono in un libro e subito scatta l’allarme: chi ha passato le informazioni al suo autore? Parte la ricerca della talpa e, come in ogni spy story che si rispetti, spuntano personaggi che passano dai servizi segreti alle dipendenze del club, ma che anche dopo le dimissioni dai primi continuano ad utilizzare i contatti nelle autorità per le faccende private del club. Le indagini si arricchiscono con i rapporti fra il club, soprattutto la proprietà straniera ossia lo stato del Qatar, e le autorità politiche e di polizia francese, spesso ospitate nei palchi d’onore durante le partite ufficiali al Parc des Princes. E sarebbero spuntati addirittura dossier sul presidente Al-Khelaifi raccolti da suoi dipendenti o figure vicine al club, con addirittura l’ipotesi di un backup per il suo telefono e riprese della sua vita privata con telecamere nascoste.

I Mondiali al Qatar e i legami con il PSG

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E questa indagine arriva poi ad intrecciarsi con un altro grande filone, quello sulla discussa assegnazione dei Mondiali che inizieranno domenica. Il tutto risale al 2010, quando la candidatura del Qatar, con tutte le criticità che in questi giorni vengono denunciate, viene preferita a quella degli Stati Uniti. In questi giorni stanno proprio scorrendo le immagini di quella cerimonia e si vedono la faccia dell’allora presidente della FIFA, Sepp Blatter mentre apre la busta con il nome della candidata vincente, leggendo quello del Qatar, e quelle deluse degli americani, giunti al gran completo. E sono spuntati anche dei presunti retroscena di quella assegnazione, con un fitto intreccio fra le autorità francesi dell’epoca e quelle del paese, con forniture militari ed altri scambi economici, che avrebbe portato all’acquisto del club francese, che all’epoca era una squadra di poche prospettive, da parte dello stato del Golfo Persico ad un prezzo assai superiore rispetto a quanto pattuito inizialmente.

Insomma… gli ingredienti per la spy story ci sono tutti. Ma è fantasia o realtà? Certo che molti passaggi che apparentemente sembrano senza senso nella scelta assegnazione del mondiale così criticata troverebbero una spiegazione logica in nel contesto complesso di una vicenda che comunque appare tutt’altro che limpida!