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FIFA contro UEFA, petrodollari arabi contro fondi americani: il calcio è anche geopolitica…

(Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. Calcio e geopolitica. Sono le banche USA e sauditi i veri attori del match UEFA-FIFA. Quali saranno i risvolti?

Francesco Paolo Traisci

Calcio e finanza. Sempre più penetrante si fa l’azione di banche e fondi di investimento nel mondo del pallone. E la geopolitica si sta spostando dal vecchio continente verso mondi nuovi. Nuovi player sono sempre più interessati al mondo del calcio, come terreno di investimenti e di conquista. Sappiamo dei tanti fondi americani che stanno investendo nel calcio, ma anche dei fondi sovrani della penisola araba e delle grandi banche d’affari impegnate nelle ristrutturazioni del debito e nei finanziamenti per i club dopo il ciclone della pandemia.

FIFA contro UEFA

E lo scenario è sempre più ricco, vedendo due schieramenti impegnati nella lotta fra FIFA e UEFA: la prima vorrebbe cambiare radicalmente la programmazione delle competizioni per rappresentative nazionali, con l’organizzazione dei mondiali a cadenza biennale. La seconda, anche su pressione di club e giocatori, sta ponendo una forte resistenza. Come abbiamo più volte spiegato, infatti, la FIFA su proposta dell’Arabia Saudita, vorrebbe far disputare i campionati mondiali ogni due anni, al fine di consentire alle squadre delle Federazioni asiatiche e africane di misurarsi più frequentemente con le nazionali europee e sudamericane. L’UEFA, dal canto suo, resiste, su pressione delle Federazioni nazionali, di medici, club e calciatori, trovando una sponda nella sua omologa Sudamericana. Troppi viaggi, rischi di infortuni, stress e disagi, viaggi, spesso intercontinentali, oggi resi complicati dall’emergenza pandemica ma in futuro comunque ritenuti pericolosi e stressanti.

La UEFA e il fondo con le banche statunitensi

Un rinnovato asse fra l’UEFA e le Federazioni nazionali, dovuto anche alle ristrettezze della pandemia che hanno indotto l’UEFA stessa a cercare finanziamenti per poterli distribuire ai club impegnati nelle proprie competizioni. Un finanziamento che sarebbe “molto economico” per i club, con tassi di interesse previsti al 2%. E così l’organismo presieduto da Ceferin starebbe mettendo su un fondo di 7 miliardi di euro per contrastare gli effetti economici della pandemia. Xome riporta il Financial Times, fra i partner scelti vi sarebbero la banca d’affari Goldman Sachs, la banca d’investimento australiana Macquarie e il fondo di private equity americano Apollo Management. Qualcuno ha tirato in ballo anche Unicredit, anche se fonti vicine alla banca, riprese da MF, avrebbero riferito che non sarebbe riuscita a essere inserita nella short list della UEFA, e anche Citibank, anche se non è chiaro se il gruppo americano abbia presentato un’offerta in tempo utile.  Questo ci mostra una Confederazione continentale che sembra sempre più vicina alle proprie federazioni, forse le per le minacce della Superlega o forse no, come affermato da CF, tanto da aver acconsentito ad a dare più potere ai club sulla commercializzazione dei diritti tv e sponsoring.

La FIFA e i petrodollari arabi

Un fronte comune e compatto contro le proposte della FIFA, appoggiate dai petrodollari arabi, per un calcio più globalizzato. Petrodollari sempre più presenti nel panorama del calcio europeo che conta, con l’ingresso del fondo sovrano dell’Arabia Saudita nella Premier League, a seguito dell’acquisto del Newcastle. Una nuova proprietà che va ad affiancarsi a quelle del Manchester City e del PSG, rispettivamente dello sceicco Mansour e di Nasser Al-Khelaifi, rappresentanti dei fondi sovrani degli Emirati Arabi e del Qatar. Fondi che investono sempre di più nel calcio e che spingono verso la globalizzazione ed il coinvolgimento dei paesi arabi nel calcio che conta, con investimenti importanti anche nei media e nelle trasmissioni degli eventi sportivi. E che, appunto, dopo aver ottenuto i mondiali in Qatar nell’inverno prossimo, spingerebbero per i mondiali ogni due anni. Ci riusciranno? O l’UEFA saprà resistere, forte anche dell’afflusso dei finanziamenti americani?  Vedremo! Prossima tappa l’Assemblea della FIFA di dicembre. Ma non è detto che in quella sede uscirà la decisione definitiva!