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Europei e stadi: una lotta contro il tempo. In Italia si naviga a vista?

SEVILLE, SPAIN - NOVEMBER 17:  A general view prior to the UEFA Nations League group stage match between Spain and Germany at Estadio de La Cartuja on November 17, 2020 in Seville, Spain. (Photo by Fran Santiago/Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. Finché c'è tempo... c'è Speranza: il dossier in concordato con l'ISS per salvare gli Europei con il pubblico.

Francesco Paolo Traisci

Riusciremo a vedere le gare degli europei programmate a Roma, con la partita inaugurale dell’intera manifestazione che si terrà l’11 giugno prossimo? È una corsa contro il tempo perché la UEFA ha da tempo comunicato che non accetterà stadi vuoti. È richiesta quantomeno una capienza del 25%, che per l’Olimpico equivarrebbe a 20.000 persone. E la FIGC, per bocca del suo Presidente Gravina, appare ottimista sperando addirittura di arrivare a 30.000. Altrimenti le gare dovranno migrare in paesi più pronti, come il Regno Unito.

Il dossier e la valutazione

In realtà, al di là dell’ottimismo, la situazione appare in alto mare… La UEFA aspettava una prima risposta il 2 aprile con la videoconferenza fra i segretari delle Federazioni interessate e tutto avrebbe dovuto essere valutato il 20 aprile nella riunione dell’Assemblea. Per ora, ci sono le garanzie di Gravina, ma non quelle di chi effettivamente deve decidere, ossia il ministro della Salute, Speranza. Il dossier inviato dalla Federazione con la possibili soluzioni è sul suo tavolo, ma l’impegno per ora è solo quello di fare tutto il possibile. E ha girato la patata bollente al CTS, che appare ancor meno deciso: “Siamo in una fase istruttoria e stiamo acquisendo tutti gli elementi” ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico, Silvio Brusaferro, rispondendo alla domanda sul ritorno dei tifosi allo stadio per i campionati Europei durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia Iss-ministero della Salute. “Alla luce della situazione attuale, si può valutare la richiesta della Uefa”, ha aggiunto Cesare Buquicchio, capo ufficio stampa del ministero della Salute.

Entreranno i vaccinati?

Nessun impegno, solo quello di valutare la situazione. Il che, a ben vedere non è proprio un impegno, semplicemente perché fa parte dei compiti istituzionali del CTS. Che ci sta a fare se non per valutare queste richieste!? E molti si sono chiesti anche se è corretto che il Ministro non decida mai nulla nascondendosi sempre dietro l’attesa di pareri del CTS, pareri che di fatto sono decisioni! L’impressione è che si valuti alla giornata, secondo i dati dei contagi dei giorni precedenti, senza alcuna programmazione o valutazione per il futuro. E questo non sembra in linea con le necessità di programmare lo svolgimento di una manifestazione che inizierà fra poco più di 2 mesi. Non bisognerebbe valutare le possibili soluzioni per fare entrare comunque i tifosi allo stadio, a prescindere dalla curva dei contagi, facendo entrare eventualmente i vaccinati o quelli comunque immunizzati? Il problema vero è che non ci sono certezze scientifiche nemmeno sull’efficacia del piano di vaccinazioni. “Funzionicchia” avrebbe addirittura risposto qualcuno alla domanda su come sta funzionando! Sta di fatto che, in attesa che qualcuno decida, l’unica possibile soluzione è di fare come la Danimarca per Copenhagen. Garantiscono la presenza dei tifosi allo Stadio, sempre che la curva dei contagi lo consenta. Si contenterà l’UEFA di questo semplice impegno?