Elezioni FIGC, Gravina e Sibilia affilano le armi: corsi e…ricorsi, storici e legali

Di Francesco Paolo Traisci. Le elezioni per la presidenza FIGC si avvicinano e, tra programmi presentati e appoggi sicuri o da trovare, non mancano le polemiche. Rispunta Tavecchio, che può sparigliare le carte, ma c’è anche il problema del voto telematico.

di Francesco Paolo Traisci

Sono due i candidati per la massima poltrona del nostro calcio. Dopo la candidatura dell’attuale presidente, Gabriele Gravina, è arrivata, sul filo di lana (ossia entro i 40 giorni dalla data delle elezioni che si terranno il 22 febbraio), anche del suo ex alleato Cosimo Sibilia.

Il programma di Gravina

Entrambi, come da prassi, hanno depositato il proprio programma. Impegnativo quello del n.1 uscente, ben 132 pagine, intitolate “La partita per il futuro”: Coesione, Azione, Lungimiranza, Competenza Innovazione, Opportunità, le varie rubriche, le cui iniziali formano la parola Calcio. Un programma per un calcio accessibile in una linea di continuità con quanto già fatto nel corso del suo primo mandato. “Molto è stato fatto per quel calcio accessibile che sognavo prima di diventare presidente – il messaggio che affida Gravina in apertura del suo programma – Ma si può e si deve fare ancora di più. Perché il calcio che meritiamo è il più bel calcio possibile, fatto di azioni che portino risultato, per tutti. Un calcio che oggi, per me e per coloro che lo amano, può iniziare di nuovo con la C di Cuore e con quella di Continuità”. E, come scrive Repubblica “il programma di Gravina è impegnativo: ci vorrà un governo forte per fare quelle riforme che sinora non sono state fatte. Come la riforma dei campionati, bloccata sempre (non solo ai tempi di Gravina) dai veti incrociati”.

Il programma di Sibilia

Più sintetico e concreto quello dello sfidante, 32 pagine per il Buon Calcio. “Mi candido alla presidenza della FIGC per rispetto di coloro che hanno deciso di riporre in me la loro fiducia. Mi riferisco ai Delegati Assembleari della Lega Nazionale Dilettanti che sono l’espressione dei dirigenti di società delle varie Regioni d’Italia, un movimento che conta quasi 12 mila società e oltre 1 milione di tesserati”: spiega così la propria decisione Cosimo Sibilia, attualmente Presidente della LND e vicario di Gravina. Punto centrale è la lotta contro l’abolizione del vincolo per i dilettanti, ritenuta disastrosa per la maggioranza delle società dilettantistiche, proposta in uno degli attuali Decreti del Ministro Spadafora attualmente in discussione in Parlamento. “Non ho voluto presentare un libro dei sogni – ha spiegato il numero uno della Lnd – dove inserire tutto ed il suo contrario nel tentativo di acquisire consensi. Del resto, dovrà essere compito del nuovo Consiglio Federale, nella sua indispensabile collegialità, a procedere alla realizzazione delle riforme e dei singoli interventi grazie all’apporto di tutte le componenti federali. Ho voluto promettere poco cercando di indicare la strada per una concreta realizzazione degli obiettivi”. Un programma che Repubblica descrive così: “un documento sobrio, quindi, con i concetti essenziali condensati in meno di 30 pagine: governance, attività sportiva, riforma dei campionati, giustizia sportiva, attività dilettantistica e giovanile, calcio femminile e altre discipline, formazione e attività sociali e culturali”.

Gli appoggi

Rese pubbliche le candidature, i duellanti contano i propri sostenitori. Ed è ora che inizia la vera partita. La ricerca dei voti che passa attraverso amicizie, alleanze, promesse. L’attuale n.1 del calcio ha l’appoggio di numerosi club di serie A, B e C, oltre all’endorsement di calciatori e allenatori, mentre l’attuale presidente della LND, Sibilia, ha ricevuto l’accredito di 69 delegati della Lega Dilettanti. E ciò in seguito al rinnovo dei singoli comitati regionali che si è completato nel passato fine settimana, ragione per la quale la sua candidatura è arrivata solo sul filo di lana.Qualcuno ha ironizzato sui tempi di presentazione della mia candidatura – ha dichiarato Sibilia – vorrei ricordare che la Lega Dilettanti è stata costretta a svolgere 23 assemblee in poco più di tre giorni. Ho dovuto per forza aspettare che si concludessero per avere le necessarie indicazioni. Io sono uno che rispetta le regole e sono abituato a consultare chi rappresento”. E già in tale sede ogni comitato ha ufficializzato il proprio appoggio alla candidatura. Una candidatura accreditata da oltre il 75% dei delegati della Lnd, giunta al termine di un percorso che ha visto lo stesso Sibilia incassare più del 90% dei consensi per la sua conferma a presidente dei Dilettanti.

Il ritorno di Tavecchio

Punto dolente è stato tuttavia il potentissimo CR Lombardia, che ha visto la vittoria per un pugno di voti dell’ex presidente della LND e poi della FIGC Carlo Tavecchio, a suo tempo dimessosi dopo il disastro della mancata qualificazione per i mondiali del 2018. L’ex numero uno di via Allegri è tornato per davvero: è riuscito a farsi eleggere a capo del Comitato Lombardia dei Dilettanti, suo vecchio feudo, da dove era cominciata la sua scalata ai vertici del pallone italiano. Sono passati poco più di tre anni dal famoso pareggio con la Svezia, a cui seguirono le inevitabili dimissioni che sembravano aver messo fine alla sua carriera politica. A 77 anni, invece, Tavecchio è tornato e sembra schierato dalla parte di Gravina. Una mossa per creare problemi interni a Cosimo Sibilia: la Lnd da sola vale il 34% di consensi, ma con l’elezione di Tavecchio in Lombardia, l’attuale n. 1 della LND vede scendere la sua base a circa il 30%. La Lombardia è la Regione più importante calcisticamente come numeri, come movimento economico, come “peso” politico. Potrebbero cambiare gli equilibri in seno alla Lega Dilettanti. Peraltro lo stesso Tavecchio, secondo alcuni, adesso potrebbe puntare addirittura a riprendersi tutto l’impero dei Dilettanti, ma per candidarsi contro Sibilia avrebbe bisogno della designazione di cinque Regioni, non gli basterà la sua Lombardia. Di sicuro, invece, non potrà entrare nel consiglio della Figc perché ha già esaurito i tre mandati stabiliti dalla Legge Lotti.

Ma se Atene piange, Sparta non ride certo: ognuno ha il suoi problemi. Anche l’attuale numero 1, pur potendo contare dell’appoggio di quasi tutti i club di Serie A, B e Lega Pro, ha qualche “nemico” in casa. Gravina ha infatti le firme di 18 club di serie A (mancano la Lazio di Lotito e il Benevento di Vigorito), 19 di B (manca la Salernitana di Lotito), 54 (su 58) di serie C, 50 in rappresentanza di atleti-atlete, 26 in rappresentanza dei tecnici. Questi numeri, sulla carta, superano abbondantemente il 50 per cento necessario per una sua riconferma al timone del nostro movimento calcistico, ma Sibilia ha con sé Claudio Lotito, che potrebbe portargli un po’ di voti in serie A e B e l’abilità ed il fiuto politico del presidente della Lazio non è da sottovalutare.

Le votazioni telematiche

E poi c’è il problema del voto telematico (non regolamentato nei vari statuti) che potrebbe pesare sulle votazioni: Claudio Lotito, patron della Salernitana, si era opposto alle votazioni on line della Lega di serie B che hanno portato alla rielezione di Mauro Balata, con Adriano Galliani vicepresident,e e sarebbe pronto ad adire il Collegio di garanzia dello sport presso il Coni competente per i ricorsi elettorali e, se necessario, pure al Tar del Lazio. Vuole che vengano annullate le elezioni. E’ vero che i problemi in ottica Consiglio Federale sarebbero limitati perché ogni club di B vota direttamente ed in consiglio federale ed il Presidente della Lega è rappresentato di diritto, cosicché poco cambierebbe se queste elezioni fossero annullate. Ben più complicata è la situazione della Lega Dilettanti: molti CR hanno potuto procedere a votazioni telematiche, utilizzando un portale messo a disposizione dalla Lega. E proprio per le votazioni del CR Lombardia, Pasquali, battuto da Tavecchio per 14 voti, ha preannunciato ricorso, perché con la modalità online alcune società non sarebbero riuscite ad esprimere il voto nei 25 minuti concessi. Ed un ricorso potrebbe avere un iter lungo e complicato soprattutto se, dopo il Collegio di Garanzia del CONI, si finisse al Tar. Nel caso fosse accolto, le elezioni si dovrebbero rifare e siccome il 6 febbraio ci sarà l’assemblea elettiva della Lega Dilettanti rischierebbero di mancare proprio gli otto delegati assembleari della Lombardia!

Una situazione ancora incerta. Fino al 22 febbraio, data fatidica, ci sarà tutto il tempo per fare e disfare alleanze… Alla prossima puntata.

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