ECA, UEFA, FIFA; Superlega, Super Mondiale per club. Quali sono gli scenari per il nuovo calcio?

ECA, UEFA, FIFA; Superlega, Super Mondiale per club. Quali sono gli scenari per il nuovo calcio?

Di Francesco Paolo Traisci. Alleanze, intese, accordi: l’UEFA e l’ECA sarebbero pronte a boicottare il nuovo mondiale per club annunciato dalla FIFA.

di Francesco Paolo Traisci

ECA e Uefa starebbero lavorando insieme per il futuro del calcio europeo. Qualche giorno fa l’annuncio: la posizione della Confindustria del pallone, di quell’associazione dei grandi club europei presieduta da Andrea Agnelli non cambia. Durante la 22.esima assemblea del Associazione il presidente ha infatti confermato quanto già emerso nelle scorse settimane relativamente alla volontà della Fifa di riformare integralmente il Mondiale per club: “Non possiamo sostenere questo progetto. Preferiamo sviluppare una nuova visione per le competizioni Uefa dal 2024″, le sue parole. Poi in attraverso il profilo Twitter ufficiale dell’organismo europeo il presidente rincara la dose: “La priorità deve essere che le parti interessate debbano impegnarsi in una valutazione dettagliata su come il calcio internazionale possa evolversi dopo il 2024. La decisione della Fifa di rivitalizzare il Mondiale per club nel 2024 non può trovare il supporto dell’Eca“.

Qual è la proposta FIFA?

La FIFA è pronta a dire addio al vecchio Mondiale per Club, torneo al quale partecipano le sole squadre vincitrici delle competizioni continentali. A sostituirlo, a partire dal 2021, una nuova competizione con una formula rivoluzionaria. Come ormai è noto, nel progetto, sarebbero 24 i club – divisi in otto gironi da tre squadre ciascuno – a disputare il torneo, che si dovrebbe svolgere nel giro di 18 giorni, fra il 17 giugno ed il 4 luglio del 2021. In cambio la promessa di snellire il calendario internazionale, con le gare che diminuiranno di circa il 35%, mentre l’amministrazione della FIFA punta a recuperare una cifra che si aggira tra i 650 e i 1000 milioni di dollari, che sarebbero quasi completamente destinati ai club.

“Sono estremamente felice che il Consiglio abbia preso questa decisione, di iniziare nel 2021 con un nuovo format aveva dichiarato il Presidente Infantino ormai quasi un anno fa da oggi avremo un vero Mondiale per Club, che incoronerà un vero campione del mondo. La decisione di oggi è di giocare al posto della Confederations Cup. Per gli anni successivi parleremo del nuovo calendario con tutte le parti in questione e poi decideremo come organizzeremo il Mondiale per Club. Nel 2021 non si giocherà in Qatar perché sarà in estate e farà caldo. Il nuovo Mondiale avrà un impatto fenomenale, i tifosi lo ameranno”.

Un mondiale per club con una nuova formula

Come funzionerà la nuova competizione? Soltanto le prime classificate accederebbero alla seconda fase, quella eliminatoria: verranno disputati quarti di finale, semifinale e finale. Per eleggere il club campione del mondo, verrebbero giocate soltanto 31 partite ogni quattro anni: il 35% delle gare in meno rispetto alle 48 che vengono disputate nel giro di quattro anni con la versione attuale della manifestazione. Il torneo si dovrebbe articolare in 18 giorni, nei quali verrebbero inclusi tre fine settimana. Ad ogni squadra sarebbe garantito un numero minore di partite rispetto all’attuale formula e almeno 48 ore di riposo tra un impegno e un altro.

Si dovrebbe cominciare per la prima volta nel 2021, mentre nel 2018, 2019 e 2020 si manterrà lo stesso formato, con i soli club campioni continentali a classificarsi per la manifestazione. In base al progetto approvato dalla FIFA il nuovo Mondiale per Club si dovrebbe disputare per la prima volta nel 2021, anno in cui – come comunicato dalla stessa FIFA – non sarebbe più disputata l’attuale Confederations Cup. La squadra che vincerà il Mondiale per Club manterrebbe il titolo fino al 2025, anno in cui si dovrebbe disputare la seconda edizione del torneo, mentre in mezzo non ci sarebbero altri eventi internazionali di rilievo. Peraltro contrariamente alla formula attuale non si giocherebbe nel mese di dicembre, periodo di grande fervore per i campionati e le competizioni europee, ma fra la  fine di giugno e l’inizio di luglio, in modo da non intaccare gli impegni dei diversi club in gara. Nessun torneo internazionale di importanza rilevante, inoltre, dovrebbe essere disputato negli anni 2021, 2025 e 2029, una possibilità in più per garantire al nuovo Mondiale per Club la massima esposizione mediatica.

Nella previsione FIFA, oltre ad un posto riservato ad un club del paese organizzatore 4,5 posti sarebbero destinati alla Conmebol, 2 ciascuno alla Concacaf ed all’Africa, 0,5 per l’Oceania e ben 12 sarebbero appannaggio dei club UEFA, che sarebbe rappresentata dai vincitori e dai finalisti delle ultime quattro edizioni della Champions League, così come i vincitori delle ultime quattro edizioni dell’Europa League. E, in caso di vittorie o piazzamenti multipli, da squadre individuate in base al ranking. Un bella formula, coinvolgente secondo le intenzioni della FIFA. Che però ha fatto i conti senza l’oste, ossia l’UEFA e soprattutto l’ECA, che per bocca del suo presidente Andrea Agnelli, continua a opporsi alla manifestazione e ha chiarito la propria, ostile, posizione: “L’Associazione è fermamente contraria a ogni tipo di revisione del Mondiale per Club, e nessuna società appartenente all’ECA intende parteciparvi”.

Che cosa vuole invece l’ECA? Di nuovo una Superlega?

E ciò perché l’ECA intende privilegiare le competizioni europee. Per questo, l’obiettivo dei grandi club è quello di lavorare sul format delle competizioni europee, di comune accordo con la stessa UEFA:“abbiamo avviato il processo per sviluppare una visione per il futuro delle competizioni UEFA. È l’inizio di un viaggio che vedrà l’impegno di tutte le parti in causa, è necessario coinvolgere altre federazioni per allargare la partecipazione alle competizioni dell’Uefa. Un rovesciamento di prospettiva radicale rispetto agli esordi dell’ECA stessa, quando l’Associazione dei grandi club nacque con l’obiettivo di costituire una Superlega, ossia un campionato in concorrenza con le stesse competizioni ufficiali. Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti e l’ECA da mina vagante per l’UEFA ne è diventata uno degli stakeholder ossia uno fra i componenti ufficiali del governo europeo del calcio. E fra i più ascoltati.

Sicuramente il progetto Superlega autonoma appare accantonato, ma i padroni dei grandi club propongono una rivoluzione radicale delle competizioni continentali, con modifiche nel calendario e l’allineamento di tutti i tornei delle singole federazioni nazionali con un bilanciamento fra il numero di giornate in ciascuno. E si lavora fianco a fianco per organizzare il prossimo calendario dal 2021 al 2024.

Una Champions League con l’élite del calcio e con partite nei weekend

Due sembrano le proposte innovative fondamentali che l’ECA dovrebbe inviare al Presidente UEFA, Alexander Ceferin: la prima riguarda un sistema di promozioni e retrocessioni per le competizioni UEFA, sulla falsariga di quanto avvenuto per la Nations League, con competizioni su due livelli, in modo che difficilmente le rappresentanti delle federazioni con campionati meno competitivi arriverebbero a partecipare al tabellone principale della Champions. Che diventerebbe così una competizione quasi esclusivamente riservata ai rappresentanti delle grandi federazioni; e, secondo, il rovesciamento dei calendari, con le gare delle competizioni europee nel week end, possibilmente in prima serata per attirare sponsor ed aumentare gli incassi dei diritti televisivi (e, di conseguenza, con gare di campionato spostate al centro della settimana).

Proposte che mostrano la volontà dei grandi club di pesare sempre di più all’interno del governo del calcio europeo e di monetizzare al massimo giocando fra loro e creando un solco con i club meno ricchi. Proposte che l’UEFA potrà accettare solo con la collaborazione delle federazioni nazionali, dovendo imporre loro una riforma dei rispettivi calendari ed alcune scelte impopolari che privilegerebbero l’élite del calcio europeo.

Riuscirà a questa nuova intesa produrre i frutti sperati?

Sicuramente, come ha dichiarato lo stesso Agnelli, è “assai significativo come Eca Uefa stiano lavorando insieme. È importante per il futuro del calcio. Dobbiamo coinvolgere più Federazioni e allargare la partecipazione alle competizioni Uefa“. E, soprattutto, accetterà la FIFA le eventuali imposizioni che verranno da questo nuovo asse, che potrebbe spostare il peso della governancedel calcio dalla FIFA all’UEFA con la conseguenza di spostare anche gli equilibri economici a favore del calcio europeo?

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