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Diritti tv: torna tutto in discussione. Sky contro Dazn, quali conseguenze?

Di Francesco Paolo Traisci. DAZN ha vinto, punto e basta? L'assegnazione non sarebbe stata, secondo Sky, trasparente. quali le possibili conseguenze?

Francesco Paolo Traisci

Ancora impervia è la strada dei diritti audiovisivi. Sembrava che, con l’offerta migliore economicamente e con l’aggiudicazione, DAZN avesse messo la parola fine alla vicenda. O quantomeno per 7 delle 10 partite di ogni giornata. C’era stata maretta, perché dopo che erano state aperte le buste l’offerta di DAZN era risultata superiore, ma Sky aveva tentato di rilanciare. Dopo un tira e molla, anche collegato alla vicenda parallela della media company con un muro contro muro fra due schieramenti, alla fine i due pacchetti (e nella fattispecie quelli n. 1 e n. 3) sono stati assegnati a DAZN che aveva offerto 840 milioni, mentre per l’ultimo l’offerta di Sky era stata rispedita al mittente ed è iniziata una nuova procedura. Ma, a prescindere da quest’ultima, Sky ha sin da subito protestato ed ha depositato un ricorso d’urgenza presso il Tribunale di Milano per invalidare la prima assegnazione. E l’udienza si terrà il 5 maggio.

Pacchetti sproporzionati?

Ora, non conosciamo le carte, ma si può ipotizzare che Sky lamenti la sproporzionata distribuzione dei pacchetti audiovisivi decisa dalla Lega. Si tratta di 3 pacchetti, il primo con 266 partite in esclusiva su satellite e digitale terrestre e su internet; il secondo per le restanti 114 partite da trasmettere su satellite, ed il terzo per le stesse partite su internet. Quindi i pacchetti 2 e 3 hanno un valore assai minore, riguardando 3 partite sulle 10 di ogni giornata ed un diritto di co-esclusiva, in funzione della piattaforma usata. Proprio di questo si lamenta Sky perché di fatto, per il divieto dell’Antitrust di trasmettere le partite via piattaforma OTT, aver messo la maggioranza delle partite in un pacchetto misto, gli avrebbe precluso la possibilità di partecipare alla assegnazione del pacchetto più appetibile. Ed avrebbe quindi spianato la strada a DAZN, che, in partnership con Tim è riuscita a farsi assegnare sia le 7 partite in esclusiva alla settimana su tutte le piattaforme (pacchetto 1) che 3 partite in co-esclusiva su Iptv (pacchetto 3), lasciando a Sky solo la possibilità di aggiudicarsi il pacchetto 2, appunto, con 114 partite in co-esclusiva, di gran lunga meno pregiato degli altri, come affermato da Sky, non ritenendolo in certo grado di controbilanciare quello che viene bollato come un enorme potere di mercato che conseguirebbe DAZN con la licenza sulle sette partite in esclusiva già assegnate. Dal canto suo la Lega si dice tranquilla perché avrebbe rispettato tutte le regole, mentre le offerte di Sky non sarebbero state regolari, prevedendo clausole e condizioni.

Complicato che Sky la spunti

Vedremo quello che dirà il giudice, potrebbe anche portare, qualora desse ragione a Sky, ad annullare l’assegnazione e a ripartire da capo, riformulando i pacchetti. Non credo avverrà, anche perché il divieto a Sky di trasmettere le partite via OTT l’ha stabilito l’Antitrust e comunque Sky avrebbe potuto trovare un partner (esterno, fuori gruppo) che avrebbe provveduto in proprio alla trasmissione on line. Per l’ultimo pacchetto rimasto, Sky aveva portato la propria offerta ai club di Serie A: 87,5 milioni di euro in media a stagione. I 13 voti favorevoli non erano però stati sufficienti a far passare la proposta (ne sarebbero serviti 14) ed allora è iniziata una nuova procedura, che però, in caso di annullamento della prima assegnazione, per l’obbligo di riformulare i pacchetti, potrebbe bloccarsi.