Diritti TV e media company, la Serie B non ci sta: i cadetti chiedono chiarimenti sulla Serie A “stile Premier”

Di Francesco Paolo Traisci. La decisione della Lega di Serie A di calcio di intraprendere la strada per la costituzione di una media company ha creato forti malumori nella Lega della serie cadetta. Forti malumori espressi in un comunicato del 17 settembre in cui vengono chiesti chiarimenti su tutta la vicenda…

di Francesco Paolo Traisci

La decisione della Lega di Serie A di calcio di intraprendere la strada per la costituzione di una media company di cui abbiamo parlato nei precedenti interventi ha creato forti malumori nella Lega della serie cadetta. Forti malumori espressi in un comunicato del 17 settembre in cui vengono chiesti chiarimenti su tutta la vicenda. Ecco le parole presenti sul sito istituzionale: “L’Assemblea, all’unanimità dei propri componenti, preso atto di quanto diffuso dai media in relazione all’intervento di alcuni fondi nella proprietà e nella gestione di beni immateriali potenzialmente di proprietà anche delle proprie associate, preso altresì atto che tali interventi e soprattutto gli ipotizzati criteri di distribuzione di quei beni sarebbero idonei ad alterare il principio dell’equilibrio competitivo che è imposto dalla legge in relazione all’intero comparto industriale del calcio professionistico, chiede formalmente alla Lega di Serie A, riservata in mancanza ogni altra iniziativa, d’esser fattivamente coinvolta nel disegno sopra sintetizzato, allo scopo non solo di tutelare i diritti delle proprie associate, ma soprattutto di evitare distorsioni strutturali e irreversibili del sistema. Invita a questo fine la Lega Serie A a rendersi disponibile nel più breve tempo a incontri operativi oltre che a scambi di documenti”.

CHI CI GUADAGNA? – “Fate partecipare anche noi all’affare o quantomeno fateci capire come saranno divisi i soldi e fateci capire come possiamo entrare anche noi”. Questo in buona sostanza l’invito di tutti i presidenti (e non solo, come si credeva in precedenza, del n. 1 del Monza, Galliani. Fateci sapere che cosa state facendo e come intendete commercializzare i diritti TV per il futuro prossimo e meno prossimo. Sì perché chiaramente la media company gestirebbe tutti i diritti di immagine, compresi (e soprattutto) quelli sul prossimo triennio del nostro campionato di massima serie. Ed allora, dietro le parole del Presidente della Lega, si nasconde (ma neanche tanto) il retropensiero che il fiume di denaro che potrebbe arrivare dai partner investitori per acquistare quote di quella società sarà ripartito fra gli attuali club di Serie A, a prescindere da chi poi parteciperà effettivamente a quei campionati. E quindi chi salirà dalla B alla A sarà meno ricco di chi lo è già oggi, non ricevendo nulla per i diritti TV né dalla vendita delle quote della società, mentre chi scende in B dalla A si porterà dietro i soldi della vendita fatta oggi. E ciò perché l’ingresso del capitale esterno nella media company potrebbe arricchire gli altri soci ossia gli odierni club di serie A. E per il futuro? Come sarebbe stato previsto l’ingresso nella società dei nuovi club promossi dalla A alla B e l’uscita di quelli retrocessi?

PENALIZZARE LA B ATTUALE – In buona sostanza, quello che si cela dietro le parole del comunicato è il timore che gli attuali presidenti di Serie A facciano cassa ora anche per il futuro, a scapito di quelli di B che potrebbero arrivare in Serie A ed in generale di quelli che pur rimanendo in B si troverebbero concorrenti, scesi dalla A, più ricchi di loro. Si tratta dunque, nel complesso, di vendere “beni futuri”, cioè del prossimo triennio (relativamente ai diritti tv 2021/2024), dividendo i ricavi fra le 20 squadre di questa stagione. Penalizzando, di fatto, sottolineano i club della “cadetteria”, chi verrà promosso l’anno prossimo (dando molti soldi invece a chi retrocederà in B). In questo modo, spiegano diversi presidenti di B, verrebbe generato uno squilibrio competitivo nel prossimo campionato ed in quelli successivi. Tutto ciò perché in questo momento come non mai i diritti audiovisivi ed in generale i diritti di immagine rappresentano una grossa fetta dei ricavi dei club. E nessuno si può permettere di rinunciarvi.

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