Dalla TV a internet: il calcio italiano e i suoi diritti audiovisivi verso nuovi mercati

Di Francesco Paolo Traisci. CVC porta con sé la rivoluzione digitale, il calcio passa dalla TV a internet. Con la benedizione della Lega Serie A… 

di Francesco Paolo Traisci

C’è un grande fermento nel mondo del calcio. La Serie A ha creato una media company, mettendosi in società con un gruppo di investitori. Scegliendo una delle due cordate, quella composta da CVC, Advent e FSI per rilevare il 10% della newco della Lega Serie A, ha detto sì alla proposta di 1,625 miliardi per il 10% della media company che la Lega Serie A sta creando. Sulle modalità di pagamento, CVC corrisponderebbe i 1,625 miliardi in quattro tranche: 530 milioni al closing previsto a inizio 2021 (di cui 300 finanziamento della newco e 230 ai club), 340 milioni ad agosto 2021, 365 milioni ad agosto 2022 e 390 milioni ad agosto 2023. Ci sarebbe inoltre un ulteriore afflusso di denaro nelle casse della società grazie ad un finanziamento di 1,5 miliardi nel triennio: oltre ai 300 milioni di finanziamento alla newco pagati all’inizio si aggiungerebbero 400 milioni per tre stagioni (1,2 miliardi in totale) di prestito richiesto a Goldman Sachs i cui oneri fanno capo alla newco e quindi soprattutto alla Lega e ai club.

Non solo denaro: il calcio italiano verso nuovi mercati

Ma l’apporto dei nuovi soci non si esaurirebbe con la pioggia di denaro investito. Come avevamo accennato in precedenza, dalle parole entusiaste del presidente Dal Pino al momento dell’annuncio della scelta dei partner, questi porteranno anche il loro know how, nell’esplorazione dei nuovi mercati per i diritti audiovisivi. Nuove piattaforma su cui diffondere le partite di calcio, approfittando degli enormi progressi della tecnologia. Nuovi mercati, quelli digitali, che sino ad oggi marginali, stanno diventando sempre più importanti. Se sino ad oggi il supporto su cui vediamo le gare è di gran lunga il televisore, con digitale terrestre e satellitare, da domani potrebbe invece essere il computer, il tablet, il telefonino. E ciò grazie ad una tecnologia sempre più avanzata ed una giovane platea di spettatori sempre più orientata verso questi mezzi di comunicazione. E sempre più colossi di internet si stanno interessando ad un mercato sempre meno marginale. Attualmente Sky, in modo assolutamente legittimo, offre, ai propri abbonati, la visione delle gare anche su tablet, ma in futuro le trasmissioni in streaming su internet sono destinate ad entrare in un mercato autonomo. Mercato in cui le partite di calcio potrebbero rappresentare una delle perle.

L’arrivo di Amazon

Già Amazon è entrata in campo con la Premier League e alcune gare di Champions in Germania ed ora, punta a trasmettere la principale competizione continentale anche in Italia. Avrebbe messo sul piatto 80 milioni di euro per uno dei quattro pacchetti in vendita per il triennio 2021/24, per ottenere l’esclusiva sulle 16 migliori gare del mercoledì durante tutta la stagione. Mentre per gli altri pacchetti (quello con le migliori 16 gare del martedì, quello con le restanti 104 partite e quello con la sola finale) restano in corsa anche Mediaset, DAZN e Sky, mentre la RAI che, non ha partecipato alle negoziazioni, potrà rientrare in seguito facendo un accordo di sub licenza con chi si è aggiudicato il pacchetto. Sono infatti ancora aperte le negoziazioni con l’agenzia svizzera Team Marketing, consulente scelto dall’UEFA. Lo spacchettamento delle gare tra le varie emittenti può così cambiare il modo di guardare la Champions: ai tifosi infatti potrebbe servire più di un abbonamento, al netto di eventuali accordi successivi tra i broadcaster come già avvenuto in passato.

E il televisore?

Cambierà anche il modo di vedere le partite: mentre il televisore, salvo rari casi di portatili, sta fisso a casa, mentre internet lo porti con te e quindi la partita la puoi vedere ovunque tu ti trovi. Certo il vecchio televisore non andrà in pensione domani, ma sempre di più ci stiamo abituando a vedere le partite in streaming da internet. E così se prima della rivoluzione delle dirette degli anni 90, la domenica del tifoso era incentrata sul rito della partita allo stadio, ed oggi aspettiamo il fischio di inizio comodamente sdraiati sul divano di casa, domani il tifoso potrà tranquillamente pianificare la gita fuori porta con una breve sosta ovunque si trovi per godersi la partita. E la Serie A, seguirà la strada intrapresa dall’UEFA? Sicuramente prima o poi lo farà. Certo l’ingresso di CVC nella media company lascia presagire che questo avverrà quanto prima.

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