Coronavirus e nazionali: i club potranno rifiutare le convocazioni dei loro calciatori

Di Francesco Paolo Traisci. I club potranno dire no ai giocatori in nazionale. L’emergenza coronavirus, le difficoltà nei viaggi internazionali hanno spinto la FIFA a derogare al proprio regolamento che impone alle squadre di club di consentire ai propri giocatori di rispondere alle convocazioni…

di Francesco Paolo Traisci

I club potranno dire no ai giocatori in nazionale. L’emergenza coronavirus, le difficoltà nei viaggi internazionali hanno spinto la FIFA a derogare al proprio regolamento che impone alle squadre di club di consentire ai propri giocatori di rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali a meno che non siano infortunati e con qualche eccezione per i match amichevoli. Per tutto il 2020 invece i club potranno rifiutarsi di concedere i propri tesserati alle rappresentative nazionali anche per le partite ufficiali. Lo ha deciso la FIFA nell’ambito dell’approvazione del protocollo Return to Football – International Match Protocol nella versione del 29 settembre 2020.

Nuovo protocollo

Si tratta di un protocollo per la ripresa delle gare internazionali, con la previsione di una serie di misure e pratiche da applicare in quelle gare anche in considerazione delle restrizioni imposte dai singoli governi tanto nei viaggi internazionali quanto nei controlli sanitari nelle varie fasi delle trasferte e delle gare per la salvaguardia della salute e della sicurezza di giocatori, dirigenti, arbitri e tutti coloro che ruotano intorno alle partite internazionali. Si tratta anche di misure per evitare la diffusione del virus e la sua recrudescenza e nel contempo assicurare la ripresa delle gare. Ma insieme al protocollo la FIFA ha anche approvato alcune misure provvisorie al suo documento di base ossia il famoso “Regulation on the Status and transfer of Players”, relativamente alle rimanenti partite internazionali del 2020.

I motivi per non concedere i calciatori

Fra queste alcune deroghe all’Allegato 1, che si applicano come previsto, nel senso dell’obbligo del club di consentire al giocatore di rispondere alla convocazione della propria nazionale, a meno che:

– non sia previsto un periodo di quarantena obbligatorio di almeno 5 giorni dall’arrivo nel luogo, ove ha sede il club che ha l’obbligo di concedere il giocatore al club o dove deve essere disputata la gara in cui sarà impegnato il giocatore;
– ci siano restrizioni nei viaggi da o per il luogo dove deve disputata la gara e non ci sia nessuna specifica esenzione o protocollo alleggerito per i giocatori della nazionale.

Arriveranno i primi rifiuti?

Il tutto sembra giustificato al fine consentire ai club di gestire gli impegni dei propri giocatori che si devono dividere fra le gare del campionato o delle coppe nazionali e quelle della propria nazionale, è previsto che ci possano essere dei rifiuti. Anche perché in un calendario così serrato come quello di questo autunno/inverno potrebbero non esserci i tempi sufficienti per consentire ai giocatori sottoposti a viaggi internazionali di scendere poi in campo con la propria squadra di club, qualora in seguito al viaggio internazionale siano sottoposti a quarantena o isolamento per seguire i dettami della prevenzione COVID. E siccome i periodi di quarantena in seguito ai viaggi internazionali si stanno moltiplicando, sicuramente presto ci saranno i primi rifiuti….

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