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Champions, la finale della discordia: da Istanbul a Porto, passando…sopra Londra

MADRID, SPAIN - JUNE 01: Aleksander Ceferin UEFA president picks up the Champions league trophy in preparation to presenting it to Liverpool during the UEFA Champions League Final between Tottenham Hotspur and Liverpool at Estadio Wanda Metropolitano on June 01, 2019 in Madrid, Spain. (Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. La finale di Champions tra Chelsea e Manchester City, originariamente prevista a Istanbul, si giocherà a Porto nonostante gli inglesi avessero chiesto di disputarla a Londra o a Birmingham. Ecco i motivi della scelta.

Francesco Paolo Traisci

Dove si svolgerà la finale di Champions League, originariamente in programma a Istanbul? Il problema era stato sollevato dal Governo inglese per le difficoltà dei tifosi delle due squadre finaliste, entrambe inglesi, di raggiungere la capitale turca considerata zona a rischio per i cittadini britannici.

I tentativi dell'Inghilterra di "prendersi" la finale

Le normative anti Covid del Governo britannico sui viaggi prevedono infatti tre fasce di paesi. E quelli inseriti nella zona rossa non possono essere visitati, a meno che non vi siano inderogabili necessità. E per quanto sentita, una finale di Champions non veniva fatta rientrare nel concetto di evento inderogabile. Peraltro anche qualora si fosse fatta un’eccezione, il rientro da Istanbul avrebbe comunque comportato la quarantena, con l’obbligo di effettuazione di tamponi a cadenza regolare, come previsto dai rigidi protocolli britannici. Ed allora il governo si era dichiarato disponibile ad ospitare la finale sul suolo di casa, anche perché entrambe le squadre sono inglesi, proponendo il Villa Park o Wembley come sede. Grant Shapps, Segretario di Stato per i trasporti dal 2019, aveva spiegato la sua posizione dichiarando che “il Regno Unito ha un tracciamento indiscutibile. E ha avuto un grande successo quando è stato chiamato ad ospitare partite con spettatori. Ritengo ci siano le condizioni ideali per farlo e siamo assolutamente disponibili ad assumerci l'onere di organizzare la finale di Champions. Chiaramente, l'ultima parola spetta alla UEFA ma dato che ci sono due club inglesi in finale, siamo molto curiosi di conoscere la sua posizione"

Dopo le resistenze turche, si gioca in Portogallo

Dalla Turchia però sono venute forti resistenze, tanto che inizialmente l’UEFA era rimasta sulle proprie posizioni, contando di assegnare alle tifoserie di entrambe le squadre un minimo di 4000 biglietti. E, sino a qualche giorno fa aveva tenuto duro, confermando la sede turca come luogo deputato ad ospitare l'ultimo atto della competizione. E la questione da sanitaria è diventata politica. Di fronte alla fermezza del governo britannico, l’UEFA si è trovata davanti ad un bivio: O una finale a Istanbul senza spettatori, o una finale tutta inglese, in Inghilterra. E di fronte al bivio, che cosa ha fatto l’UEFA? Ha preso una terza via: “la finale si terrà all'Estádio do Dragão di Porto il 29 maggio 2021, con calcio d'inizio alle 21:00. La UEFA ha accettato l'offerta della Federcalcio portoghese (FPF) e delle autorità del Portogallo di ospitare l'atto conclusivo del torneo”, scegliendo il Portogallo “poiché è inserito dall'Inghilterra nella lista verde delle destinazioni, cosicché i tifosi e i giocatori che parteciperanno alla finale non dovranno fare la quarantena al loro rientro in patria”.

La volontà di un evento non solo "inglese"

Questo il comunicato dell’UEFA nel suo sito. E lo stesso comunicato prosegue affermando che, da una parte si è dovuto, con rammarico, rinunciare a Istanbul e, dall’altra, non si è potuto accettare l’offerta britannica perché non è stato possibile ottenere le necessarie deroghe dal regime di quarantena previste nel Regno Unito. E questo perché anche se la UEFA aveva, come dichiarato “valutato lo spostamento della partita in Inghilterra”, nonostante “gli sforzi esaustivi da parte della Football Association e delle autorità” non si sarebbe riuscito a garantire la presenza per i tifosi non inglesi. Il punto è che l’UEFA, oltre ai tifosi d’oltremanica, avrebbe voluto la presenza anche di tifosi locali o comunque non inglesi, proprio per evitare che la finale fosse un “evento privato” britannico, anche per coinvolgere qualche tifoso locale. Ma quanti tifosi potranno assistere alla gara? L’UEFA ha annunciato che la capienza dello stadio per la partita sarà definita e confermata a tempo debito in collaborazione con le autorità portoghesi e la FPF e che il numero di tifosi di ogni squadra che potranno partecipare è lo stesso inizialmente previsto per Istanbul. E, mentre i tifosi delle due finaliste potranno acquistare come sempre i biglietti attraverso i rispettivi club, con i 6.000 biglietti per club in vendita il più presto possibile, le disposizioni per la vendita dei biglietti al pubblico neutrale inizieranno il 24 maggio 2021 alle 14:00, quando sarà fissata la capienza totale.

Il tutto per consentire la presenza significativa di tifosi allo stadio. “Mi auguro che la finale sia un simbolo di speranza e rilancio dell'Europa da un periodo difficile e che i tifosi che andranno alla partita potranno ancora una volta prestare la loro voce per dimostrare che questa è la più importante del calcio per club”. Con queste parole del Presidente Ceferin si conclude il comunicato dell’UEFA. L’ennesima stoccata alla Superlega?