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Centralizzazione dei pagamenti e lotta contro i procuratori: ecco perchè la FIFA diventa una banca

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Di Francesco Paolo Traisci. Il Monopoly applicato al calcio. La FIFA diventa una banca? Quali sono gli scenari e le prospettive con una decisione del genere?

Francesco Paolo Traisci

La FIFA potrebbe diventare la banca del calciomercato internazionale. L’obiettivo è promuovere la completa trasparenza a livello finanziario nelle operazioni di calciomercato.

La lotta della FIFA contro i procuratori

Si tratta della dichiarata lotta che la FIFA sta ingaggiando contro i potenti agenti/procuratori che, ormai dominano il mondo del calcio. Un mondo di figure sempre più potenti e ramificate, in grado di governare il mondo del calcio mettendo il proprio sigillo su trasferimenti e contratti. Non è infatti bastato regolare l’accesso agli albi e mettere un tetto alle percentuali spettanti al procuratore che ha assistito il giocatore o il club nella trattativa per l’ingaggio o per il rinnovo o per il trasferimento. O vietare o limitare l’intermediazione di chi agiva per entrambe le parti. Perché i veri guadagni li fanno ancora figure diverse, oltre a quelli che hanno la procura ufficiale per una o per l’altra parte. Figure che svolgono ancora il ruolo di intermediario ma senza i limiti percentuali e spesso agendo nell’ombra. E che prendono commissioni più o meno ufficiali, inserite nelle pieghe dei contratti. Il giochino è quello, soprattutto nei contratti extraeuropei, di inserire costi vari per consulenze, servizi, provvigioni e quant’altro, con un flusso di denaro che poi di disperde in rivoli spesso verso paradisi fiscali o luoghi comunque coperti dal segreto bancario. Per ora nulla lo vieta…

La FIFA come stanza di compensazione

Ed allora la FIFA ha deciso di vederci chiaro in questi contratti, proponendosi come stanza di compensazione per tutti i trasferimenti internazionali. Una sorta di banca su cui il compratore versa il prezzo pattuito e dalla quale il venditore e gli altri beneficiari possono ritirare i propri compensi. E per fare questo, la FIFA si è dovuta attrezzare ed ottenere una licenza per operare come un vero e proprio istituto di credito. Detto fatto, il primo passo è stato compiuto con l’assegnazione da parte dell’Autorità francese di vigilanza (Autorité de contrôle prudentiel et de résolution, ACPR) alla Camera di compensazione della FIFA (FIFA Clearing House, FCH) della necessaria licenza, che consente alla FCH di riscuotere e trattenere i pagamenti per conto dei club, in conformità con la direttiva sui servizi di pagamento dell’Unione europea (PSD2). La clearing house è governata come un’entità indipendente ed è stata costituita in Francia, riconoscendo l’importanza di Parigi come centro finanziario e la partnership globale tra la FIFA e le autorità francesi. Emilio García Silvero, Chief Legal & Compliance Officer della FIFA, ha dichiarato: “A seguito della recente decisione dell’autorità di vigilanza bancaria francese e dopo aver concluso i necessari accordi bancari, prevediamo di iniziare a operare molto presto”.

Centralizzazione e trasparenza dei pagamenti

L’idea, venuta dal Comitato Stakeholders del Calcio e successivamente approvata dal Consiglio FIFA ed ha due obiettivi principali. Accanto a quello di centralizzare, elaborare e automatizzare i pagamenti tra i club, c’è infatti quello di promuovere la trasparenza e l’integrità finanziaria all’interno del sistema dei trasferimenti internazionali. “Il FIFA Clearing House è un aspetto chiave degli sforzi in corso della FIFA in relazione alla riforma del sistema di trasferimento, che è essenziale per plasmare il futuro del calcio e dovrebbe basarsi sui principi di buon governo e solidarietà”, ha commentato il vicepresidente della FIFA Presidente e presidente del Comitato Stakeholders del Calcio, Victor Montagliani.

I fondi di solidarietà e i compensi per la formazione

Ma c’è di più oltre a svolgere il ruolo di assicurare la trasparenza nei flussi finanziari dei trasferimenti, la stanza di compensazione della FIFA vuole anche proporsi come garante per il versamento dei compensi per la formazione e i pagamenti di solidarietà nei confronti dei club che li meritano. Come evidenziato dal presidente della FIFA Gianni Infantino al 71° Congresso FIFA, c’è infatti ancora uno squilibrio significativo nel mondo del calcio e indennità insufficienti per i club di formazione. E, grazie al ruolo della Camera di compensazione, la stima è che gli attuali 70-80 milioni di dollari distribuiti ai club di formazione ogni anno potranno diventare circa 400, una differenza sostanziale che potrà garantire quella solidarietà per la formazione della base di cui il calcio di oggi ha tanto bisogno!