Caso Sala, il Cardiff vuole risposte: il pagamento del cartellino finisce in tribunale?

Caso Sala, il Cardiff vuole risposte: il pagamento del cartellino finisce in tribunale?

Di Francesco Paolo Traisci. Il Cardiff, pur dichiarando di voler onorare il pagamento del cartellino di Sala, prende tempo, attendendo notizie da molteplici fonti e iniziando ad affilare le armi per una battaglia che, sicuramente finirà nelle aule dei tribunali.

di Francesco Paolo Traisci

Le stanno provando tutte a Cardiff per non pagare i 15 milioni di sterline dovuti al Nantes per il cartellino del povero Emiliano Sala, scomparso durante il volo da Nantes a Cardiff e poi trovato morto in fondo alla Manica. Secondo i tabloid inglesi, la dirigenza della squadra gallese sarebbe a caccia di suggerimenti e notizie dagli altri club della Premier League che in precedenza avrebbero mostrato interesse per l’attaccante argentino, cercando di gettare una luce sinistra sull’agente del giocatore, Willie McKay, che avrebbe gonfiato il prezzo del giocatore inventando trattative con altri club. Lo stesso McKay che ha poi organizzato l’ultimo tragico volo del giocatore. Tutto questo in seguito alla richiesta del club bretone del versamento della prima tranche prevista al momento della cessione. Ed i gallesi, pur dichiarando di voler onorare il pagamento, prendono tempo, attendendo notizie da molteplici fonti e iniziando ad affilare le armi per una battaglia che, sicuramente finirà nelle aule dei tribunali. Richieste di notizie ed informazioni a largo spettro, ma che danno sicure indicazioni sulla strategia che vogliono attuare i legali del club.

Il tentativo di mettere in discussione la regolarità del trasferimento o quanto meno il suo valore

Secondo i tabloid inglesi, uno studio legale che assisterebbe il club avrebbe menzionato il povero giocatore come “the player that Cardiff tried to sign” ossia il giocatore che il Cardiff avrebbe tentato di tesserare, interpretando ciò come l’indice di una volontà di non pagare parzialmente o integralmente il prezzo pattuito per il cartellino. Sempre in quest’ottica, secondo il Mail on Sunday, i gallesi avrebbero tentato di stabilire se i club della Premier che erano stati collegati dalla stampa all’attaccante argentino fossero stati effettivamente interessati ad ingaggiarlo o se fossero solo manovre del manager McKay per far lievitare artificialmente il prezzo del cartellino (e quindi anche il suo compenso). E ciò anche in seguito all’ammissione che avrebbe fatto lo stesso manager in una email al giocatore, in cui avrebbe scritto di essersi inventato l’interesse di alcuni club come West Ham, Everton ed altri solo per accendere le fantasie di mercato nei confronti del giocatore stesso. In realtà, anche qualora fosse così, si tratterebbe di normali strategie di mercato attuate da intermediari con pochi scrupoli per guadagnarsi commissioni altissime e ben al di fuori di quelle previste per gli agenti.

Proprio a questa pratica sembrano voler alludere altri passi ufficiali fatti dalla società, con una raffica di richieste e domande indirizzate a FIFA, Federazione Inglese, alla polizia ed anche alla stessa controparte francese. In particolare, a questi ultimi, il Cardiff avrebbe scritto per avere chiarimenti sul trasferimento del povero Sala, sperando di trovare collaborazione in uno spirito di apertura e trasparenza. L’obiettivo è quello di aver notizie precise sulla distribuzione della somma che andrà a pagare per il cartellino del giocatore e sulla eventuale presenza di quote destinate ad intermediari, in modo da aggirare il divieto di Third Parties Ownership espresso dalla FIFA. Come abbiamo più volte scritto infatti, da qualche anno la FIFA ha vietato a soggetti individuali, fondi di investimento o in generale a soggetti differenti da club calcistici di possedere in tutto o in quota il cartellino di un giocatore, ma il divieto viene spesso aggirato attribuendo a società di consulenza (vere proprietarie della quota di cartellino) una percentuale sulla vendita, giustificandola come costo per presunte consulenze ricevute.

Ecco nell’affare Sala, oltre all’agente ufficiale del giocatore, Meissa N’Diaye, al quale lo stesso Cardiff avrebbe versato una commissione in linea con le percentuali stabilite dalla stessa FA, ci potrebbero essere altri soggetti ai quali avrebbe provveduto la venditrice ossia il Nantes. Ci sarebbe infatti anche il Bordeaux, che in virtù di un accordo del 2015 in occasione di un precedente trasferimento, vanterebbe il 50% sul prezzo dell’attuale cessione e ci sarebbe anche McKay, al quale si sarebbe rivolto il giocatore per trovare un club inglese, che invece sarebbe in quota al Nantes, ma che potrebbe nascondere ulteriori personaggi ai quali distribuire una parte della sua fetta. Che ci sia anche qualcun altro, in quota Nantes o in quota Bordeaux? E quali sono le quote di ciascuno ed in particolare di McKay? Questo vogliono sapere da Cardiff e lo hanno chiesto ufficialmente al Nantes, per poi rivolgersi alla FIFA ed alla Football Association per verificare la regolarità del trasferimento, che secondo la dirigenza del Cardiff presenterebbe numerosi punti oscuri. La speranza del club gallese è quella che salti fuori qualche violazione del divieto di TPO e che la FIFA annulli il trasferimento o quantomeno ne riduca i costi, eliminando quelli illeciti.

Il tutto per arrivare domanda vera: “Sala era o no un giocatore di proprietà di una Third Party? E, perciò, il Nantes ha o meno violato il divieto di TPO?”. Ma anche qualora fosse così, confesserà il Nantes e rivelerà quali intrighi nasconde la transazione? Difficile, anche se la minaccia implicita nella lettera del Cardiff al Nantes è evidentemente quella di trattenere il prezzo con l’accusa di mancata o scarsa collaborazione.

L’altro fronte: il viaggio contestato

Altre domande hanno invece ad oggetto il tragico viaggio aereo del povero Sala con l’obiettivo di dimostrare che questo non fosse stato né organizzato né voluto dalla società gallese, ma dal contestato McKay. In quest’ottica le domande per sapere chi avesse organizzato il volo e chi avesse preso la decisione di far viaggiare il giocatore su di un monomotore di notte in condizioni climatiche avverse; se l’aeromobile fosse omologato per il trasporto di passeggeri e se il pilota avesse un’idonea licenza.

Nelle dichiarazioni alla stampa, alcuni rappresentanti del Cardiff hanno infatti sottolineato di avere espresso serie preoccupazioni per il mezzo di trasporto utilizzato per il viaggio del povero Sala e di avergli anche inviato un elenco di voli di linea che avrebbe potuto prendere in maggiore sicurezza. Per questo hanno affermato di essere rimasti disorientati quando hanno saputo che il giocatore si era imbarcato in quello che è stato definito lo “sgangherato” Piper PA-46 Malibu che lo ha portato verso la sua tragica fine. Poi sono iniziate le schermaglie con l’agente McKay: mai si sarebbero aspettati che questo fatturasse loro il costo del volo, organizzato in collaborazione con il figlio Jack, anziché spendere in proprio 5.000 sterline per noleggiare un jet privato per riportare il giocatore in Galles dopo il viaggio a Nantes per salutare gli ex-compagni di squadra. Schermaglie perché chiaramente, qualora l’agente avesse effettivamente attribuito alla società il costo del volo, sarebbe stato per lui un modo per mostrare di aver agito per conto della stessa, rifiutando quindi di riconoscere la propria responsabilità nel tragico viaggio. E, viceversa, la società mostrandosi sorpresa per questa richiesta prenderebbe le distanze dalle scelte di viaggio, continuando a puntare il dito sull’agente e sulla sua responsabilità!

Le sta provando tutte il Cardiff per non versare al Nantes il prezzo del cartellino del povero Emiliano Sala. La triste vicenda sembra infatti destinata alle aule dei tribunali, prima o poi. Subito in caso il club gallese si rifiuti di pagare la prima tranche già richiesta il 6 febbraio. Successivamente, qualora decida di pagare, per le azioni di risarcimento nei confronti di chi ha preso le decisioni per il tragico viaggio o dei responsabili delle condizioni del velivolo e del suo pilota. Chi invece potrebbe non ricevere nessun risarcimento, a causa di un errore da parte del Cardiff nella registrazione di Sala, è la famiglia dell’attaccante. Un altro strano caso che esce fuori a meno di un mese dalla scomparsa del Piper dai radar dell’aviazione civile e dalla conseguente morte del povero bomber argentino!

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