Caso Griezmann: l’Atletico ha possibilità di ottenere i 200 milioni della clausola che chiede al Barcellona?

Caso Griezmann: l’Atletico ha possibilità di ottenere i 200 milioni della clausola che chiede al Barcellona?

Di Francesco Paolo Traisci. Griezmann è un calciatore del Barcellona, ma non si sono ancora sopite le polemiche per la clausola rescissoria di 120 milioni. Troppo alta? No! Troppo bassa per l’Atletico, che parla di prove di un accordo tra il calciatore e il Barça precedente al primo luglio, quando la clausola era ancora di 200 milioni…

di Redazione Il Posticipo

Sui social impazzano i filmati e le foto di Antoine Griezmann, Le Petit Diable, come lo chiamano i francesi, ex idolo dei tifosi dell’Atletico Madrid e andato a rinforzare le fila dell’attacco blaugrana. Non si sono ancora sopite le polemiche per la clausola rescissoria pagata dal Barça di 120 milioni. Troppo alta? No! Troppo bassa per l’Atletico, che parla di prove di un accordo tra il calciatore e il Barça precedente al primo luglio, quando la clausola era ancora di 200 milioni.  L’attaccante francese dell’Atletico Madrid, classe 1991, dopo il rinnovo-record della passata stagione con i Colchoneros, era di fatto diventato molto più appetibile grazie alla clausola che, con la presente finestra estiva iniziata il 1 luglio, è scesa da 200 a 120 milioni. E, malgrado le proteste del club madrileno, la Liga ha convalidato il pagamento della clausola e il 28enne francese ha sottoscritto un contratto di cinque anni che lo porterà a giocare nel tridente con Messi e Suarez, mettendo così quantomeno in apparenza fine al braccio di ferro tra Atletico e Barcellona per le modalità della trattativa tra il club catalano e il giocatore.

Ma l’Atletico non ci sta!

L’Atletico Madrid ha però promesso battaglia, con un comunicato ufficiale a margine della rescissione contrattuale di Antoine Griezmann e dell’annuncio del Barcellona. Per i Colchoneros i 120 milioni versati dall’avvocato del giocatore, spalleggiato dal club catalano, non basterebbero per attivare la clausola rescissoria nella sua nuova versione ribassata. Nel comunicato ufficiale il club madrileno ha infatti dichiarato “di considerare la somma depositata insufficiente per far fronte alla clausola rescissoria, visto che è palese come l’accordo tra il giocatore e il Barcellona sia precedente al giorno in cui la stessa clausola è passata dai 200 milioni ai 120”. A confortare la propria tesi, i madrileni affermano che “l’annuncio di Griezmann dell’addio all’Atletico (14 maggio) è precedente al giorno in cui la clausola si sarebbe modificata. L’Atletico ritiene che la chiusura del contratto sia avvenuta prima della fine della scorsa stagione a causa di eventi, atti e dimostrazioni effettuati dal giocatore. Per questo il club ha iniziato i procedimenti atti a tutelare i propri diritti ed interessi”.

Chi la spunterà?

Ed allora tutti si chiedono: da un punto di vista giuridico, quante possibilità hanno i Colchoneros di ottenere il pagamento completo e non solo i 120 milioni che ha già versato il Barcellona? Non si tratta certo di violazioni della tempistica sulle contrattazioni. Come è noto e come abbiamo spiegato in passato, i giocatori sotto contratto (ed il loro entourage) non possono essere contattati da altri club senza il permesso della società, se non nei sei mesi che precedono la scadenza del contratto stesso. Ma in questo caso essendosi in presenza di una clausola di recesso, esercitabile dal 1 luglio, il contatto sarebbe lecito. L’affermazione delle irregolarità da parte del Barcellona sarebbe quindi basata sulla scissione temporale fra la data in cui sarebbe intervenuto l’accordo e quella in cui il giocatore avrebbe esercitato il diritto di recesso, liberandosi dal contratto con i Colchoneros.

Il Barcellona pare tranquillo, ritenendo che l’ammontare da versare sia corrispondente a quello valido al momento del suo esercizio. Quindi, nel caso di Griezmann, 200 milioni qualora la clausola fosse stata esercitata prima del 30 giugno, 120 se dal 1 luglio in poi. E Griezmann ha atteso proprio l’inizio di luglio per mettere nero su bianco la richiesta di essere liberato dal contratto con i madrileni, versando quindi l’ammontare della clausola di quel tempo. Al contrario, i legali dell’Atletico sostengono una tesi diversa. Per loro conterebbe la data in cui, anticipando i tempi, il giocatore si sarebbe legato ai colori blaugrana, prima ancora di essersi reso libero dal contratto con i madrileni, data in cui la clausola ammontava a 200 milioni e non a 120. In altre parole, secondo questa tesi, essendosi il club catalano ed il giocatore messi d’accordo affinché quest’ultimo sarebbe stato tesserato per il club solo dopo essere diventato libero grazie al versamento dell’ammontare previsto nella clausola di recesso, l’operazione andrebbe vista come un “blocco unico” e quindi, essendo l’esercizio del diritto di recesso da parte del giocatore (ed il conseguente versamento del relativo prezzo) una conseguenza necessaria di questo accordo, l’ammontare della clausola sarebbe quello in vigore il giorno della sottoscrizione di questo accordo.

Non conosciamo gli orientamenti dei giudici spagnoli, ma sappiamo che questa è una tesi che gode di un certo seguito nella nostra giurisprudenza, in relazione, ad esempio, ai contratti immobiliari. In particolare nei casi in in cui il venditore si leghi ad un agente immobiliare con un’esclusiva limitata nel tempo: se vende l’immobile entro quella data dovrà versare all’agente la commissione pattuita. Accade poi che, per risparmiare la commissione il venditore che trova un acquirente, il venditore si metta d’accordo con l’acquirente per formalizzare l’acquisto solo dopo la scadenza del diritto di esclusiva per l’agente immobiliare. In questi casi se l’agente fa causa la vince (quantomeno in Italia) perché i nostri giudici riconoscono che la tempistica dell’accordo è dettata dalla volontà di aggirare l’obbligo di pagare il lavoro dell’agente. E, mutandis mutandis, lo stesso ragionamento potrebbe farsi per il caso di Griezmann, in cui il giocatore ed il club blaugrana trovano un accordo per formalizzare la loro intesa già esistente in un momento successivo solo per risparmiare una parte consistente della clausola di recesso, il tutto ai danni dell’Atletico. Il problema però potrebbe essere connesso alle prove in mano ai legali dell’Atletico.

Quali potrebbero essere le prove incontrovertibili in mano all’Atletico?

Certo, non sembra risolutiva l’unica carta messa sino ad ora in tavola, ossia l’annuncio di Griezmann di voler dare addio all’Atletico del 14 maggio. Un giocatore può decidere di far terminare la propria esperienza all’interno di una squadra a prescindere dall’aver in tasca o meno un accordo con un altro club disposto a versargli l’ammontare della clausola rescissoria! Ed allora quale potrebbe essere l’asso nella manica in mano al club di Madrid? Una copia dell’accordo siglato dal giocatore con i blaugrana, prima dell’apertura del mercato e quindi dell’inizio dell’efficacia della clausola? Inverosimile! Un testimone che ha assistito alla firma? Poco credibile! Nel frattempo, anche il presidente della Liga Tebas ha spiegato che il ricorso dell’Atletico verrà considerato, con tanto di richiesta di non ratificare il trasferimento del francese. Ma Tebas aggiunge anche che non si tratta di un caso che prevede una soluzione rapida. Presto vedremo dunque se l’Atletico insisterà nelle sue pretese o se i due club troveranno un accordo, magari coinvolgendo qualche altro giocatore.

Il giocatore però appare tranquillo con la nuova maglia del Barcellona

Per ora il giocatore appare felicemente accasato ai blaugrana, malgrado l’iniziale ostracismo dei big dello spogliatoio catalano, che avrebbero già messo il veto sull’eventuale arrivo di Griezmann, non perdonandogli la sceneggiata con tanto di annuncio della scorsa estate, quando disse che avrebbe rinunciato a sbarcare in Catalogna per amore dell’Atletico. Parole pesanti, che hanno indispettito lo zoccolo duro a tal punto da farlo esporre in favore di Neymar, l’elemento offensivo che Leo e soci vorrebbero riabbracciare quanto prima. Ma il giocatore appare tranquillo ed in pace con tutti. Nella conferenza stampa ha infatti dichiarato: “Ho sentito parlare di queste cose, ma sono tranquillo perché io all’Atletico ho dato tutto e ho fatto del mio meglio per uscirne in modo amichevole. Con Simeone ho una relazione che va molto al di là del rapporto tra allenatore e giocatore, è come una cosa di famiglia, e con lui ho buonissimi rapporti, così come lo hanno le nostre compagne. Lui per me è importante anche nella mia vita privata e gli voglio molto bene. Ciò che c’è fra di noi continuerà al di là delle rispettive carriere nel calcio. Ora ciò che mi interessa è entrare bene negli schemi del Barça, adattarmi e fare ciò che mi chiede il tecnico e godermela giocando al calcio”. Ecco, se riuscirà ad adattarsi agli schemi del nuovo allenatore e farsi accettare dai compagni, sarà un Barça stellare!

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