Calcio, comincia la fase due: i costi della ripresa e il caso della Bundesliga, con il problema dei lavoratori delle TV

Di Francesco Paolo Traisci. Inizia la fase due del calcio. Costi elevati ma necessari per non bloccare il sistema. Quanto spenderà una società? La Bundesliga riparte e le partite vengono trasmesse in chiaro per evitare assembramenti, ma c’è il caso dei lavoratori delle tv. Il protocollo non prevede nulla per loro, ma hanno deciso di lavorare. Meglio rischiare che fermare il sistema?

di Francesco Paolo Traisci

Speriamo sia la volta buona… Il protocollo per far riprendere il calcio è stato accettato (anche se si cerca un accordo per migliorarlo), le squadre hanno ripreso gli allenamenti che presto saranno collettivi. E si riparte… Si giocherà, se tutto fila liscio, fino ad agosto a tappe forzate per finire il campionato. Una ripresa voluta da (quasi) tutti ad ogni costo… (o quasi). 

Quali sono i costi della ripresa?

Sì perché il punto dolente sono proprio i costi per la ripartenza in sicurezza, tanto che solamente in Serie A (e forse in B) i club appaiono in grado di potervi fare fronte. E ciò per non perdere ulteriormente denaro. Costi ingenti. Ed una inchiesta di Stefano Esposito su Stylo24.it ha fatto alcuni conti:

1) il costo maggiore è quello per i tamponi: a tutti i giocatori ed allo staff (per un totale circa di 50 persone) sono stati effettuati prima del ritiro ad un prezzo che varia dai 100 ai 150 euro ed i tamponi andranno replicati periodicamente se necessari. Nel complesso la Serie A ha calcolato che ogni squadra dovrà mettere in preventivo circa 1000 tamponi (per un totale di 20.000 per tutta la serie A). Il che a livello di serie A farebbe 3 milioni complessivi per la voce tamponi…

2) al costo dei tamponi andrà sommato quello dei materiali e della mano d’opera per la sanificazione necessaria dei centri sportivi e per le mascherine: 5.000 euro per iniziare e qualche altro migliaio per mantenere il livello di igiene richiesto.

3) terza voce, da non sottovalutare: quella dei ritiri, soprattutto nei casi di trasferte. Hotel e complessi alberghieri a 4 o 5 stelle da 4/5000 euro al giorno per ogni club.

Il tutto porterebbe ad una spesa fra i 200.000 ed i 400.000 euro per ogni club! Soldi che i club sono sicuramente disponibili a spendere per evitare perdite ancora maggiori: quelle che potrebbero derivare dalle azioni di sponsor e, soprattutto, delle televisioni in caso di stop definitivo.  I soldi spesi dai club, infatti, non sarebbero compensati in alcun modo dai guadagni per i biglietti, ma l’interesse di riprendere a giocare, senza alcun ricavo dal botteghino, è motivato solo dalla certezza che non giocando ci sarebbero problemi per ottenere il pagamento promesso dagli sponsor e soprattutto quello dovuto dalle emittenti televisive che, qualora non si riprendesse a giocare, minacciano di bloccare le rate ancora in corso per i diritti audiovisivi.

Caso Bundesliga: che succede con i lavoratori delle TV?

Proprio per questo motivo altri campionati sono stati ancora più decisi nella volontà di riprendere. Ed in Bundesliga, che è già ripresa, è appena scoppiato il caso della tutela dei lavoratori delle televisioni, che sono costretti, per lavoro, ad accedere agli stadi per trasmettere le gare. Quale tutela per loro? Il protocollo non prevede nulla. Nessun obbligo di tampone!  La loro salute dovrebbe essere salvaguardata dal loro datore di lavoro, che per ora tace. A maggior ragione poi se non sono dipendenti ma free lance, come quasi tutti, e quindi sono legati all’emittente o al giornale per cui stanno lavorando solo da un contratto di consulenza.  E di rischi anche per loro ce ne sarebbero, atteso che molti lavorano gomito a gomito all’interno di zone chiuse o di furgoni televisivi con spazi assolutamente angusti.

Ed allora qualche esponente politico – scrive la Süddeutsche – ha rilasciato dichiarazioni d’allarme. “Non ci può essere una società a due livelli in materia di salute”, ha detto il ministro della Salute della Baviera Melanie Huml. “È richiesto uguale trattamento medico a tutti quelli che sono coinvolti professionalmente nella ripresa della della Bundesliga». In base al principio di cautela, infatti, tutti dovrebbero prendersi cura di se stessi per proteggersi”. Allo stato però i lavoratori devono attrezzarsi da soli, anche sopportando costi elevati. E, visto il periodo in cui i lavoratori autonomi di soldi ne hanno visti pochi, tutti sono sicuri che accetteranno di farlo, mettendo mano al portafoglio!

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