Attività, commissariamento e diritti TV: come funziona la Lega di Serie A e quali problematiche sta affrontando

Di Francesco Paolo Traisci. Caos in Lega Serie A! Dopo le denunce del Presidente del Genoa Preziosi e le dimissioni del Presidente Miccichè, all’orizzonte incombe la minaccia di un commissario. Cosa cambia per il funzionamento della Lega? E che ripercussioni può avere riguardo la cessione dei diritti TV?

di Francesco Paolo Traisci

Caos in Lega Serie A!  Dopo le denunce del Presidente del Genoa Preziosi e le dimissioni del Presidente Miccichè, all’orizzonte incombe la minaccia di un commissario. Ma che cosa è successo? Quale sarebbe l’irregolarità nell’elezione del Presidente denunciata dal n. 1 del Genoa? Si è trattato sicuramente di un’ingenuità. L’art. 9 punto 8 dello Statuto della Lega A prevede che tutte le votazioni sulle persone debbono essere svolte a scrutinio segreto e non per alzata di mano come tutte le altre. Ed allora irregolare sarebbe la votazione per acclamazione che aveva portato tutti i rappresentanti dei club di Serie A a votare compatti, dopo anni di litigi e divisioni, per il manager siciliano.

Il problema però non è tanto l’irregolarità compiuta al tempo (perché basterebbe rivotare con la procedura corretta per regolarizzare il tutto) ma la perduta compattezza negli intenti dei nostri club di Serie A. Non sentendo più la fiducia di tutti, il presidente Micciché ha sbattuto la porta ed è uscito di scena. Ma quali sono i motivi del dissidio? Evidentemente il Presidente dimissionario non ha più sentito il sostegno diffuso che aveva portato alla sua elezione per acclamazione. È venuta quindi a mancare l’identità di vedute fra i club di Serie A sulla gestione delle attività sociali. In altre parole i presidenti delle squadre di Serie A non sono più d’accordo su come far funzionare la Lega e su come raggiungere gli obiettivi prefissati.

Ma quali sono le attività per le quali è istituita la Lega? Di che cosa si occupa?

L’elenco delle funzioni della Lega, specificate al n. 3 dell’art. 1 dello Statuto è assai lungo ma può ridursi alle attività di organizzazione e gestione delle competizioni ufficiali quali il campionato e della coppa Italia (con relativi tornei giovanili), alla rappresentanza delle società di Serie A nella stipulazione di accordi collettivi e contratti tipo di lavoro e nella commercializzazione dei diritti audiovisivi collettivi relativamente alle competizioni da lei organizzate. Proprio quest’ultima funzione è stata il motivo per la scissione con la Lega B, a dimostrazione dell’importanza economica dei diritti audiovisivi e di una loro gestione comune.  Ed evidentemente proprio su questo punto, sulla eventuale creazione di un canale di Lega, che gli spagnoli di Mediapro avrebbero proposto di gestire (a suon di milioni), pare siano ritornati a galla i vecchi dissidi che evidentemente non si sono mai sopiti.

E, in assenza del vertice, arriva dalla FIGC la minaccia di un commissariamento.

Sì, perché l’assenza di un presidente può costituire una seria minaccia per il regolare svolgimento delle sue funzioni, una paralisi agevolata anche dall’assenza di copertura per altre cariche di vertice, perché mancherebbero tutte le figure destinate ad avere la rappresentanza legale della Lega. L’assenza del Presidente si è infatti aggiunta a quella del Vicepresidente, due figure che, insieme ad altri 5 consiglieri, di cui 2 indipendenti e 3 legati alle società, formano il Consiglio di Lega (in realtà il vicepresidente deve essere eletto fra i 4 consiglieri legati alle società). L’unico che attualmente può (anzi deve) convocare l’assemblea (ossia tutti i rappresentanti dei club) per sopperire a queste lacune è quindi l’Amministratore Delegato, che in assenza delle altre 2 figure può convocare le assemblee ma che, ai sensi dello Statuto non ha la rappresentanza legale della Lega. E che quindi non può firmare alcun contratto in nome della stessa.

Se la vacanza nella carica di presidente è recente, da tempo manca anche chi dovrebbe farne le veci, ossia il vicepresidente, visto che il Consiglio di Lega convocato appositamente dall’A.D. per la nomina di quest’ultimo di Lega, non è riuscito a trovare un accordo e ha quindi rinviato il tutto ad una prossima riunione in programma lunedì 5 dicembreE, qualora anche in quella data non dovesse trovarsi un accordo, entrerà in carica il commissario ad acta, prof. Mario Cicala, da poco nominato presidente dell’Organismo di Vigilanza della FIGC al posto del dimissionario Raffaele Squitieri, ossia il presidente di quell’organismo che vigila sull’adozione ed rispetto da parte delle società di quei modelli di organizzazione, gestione e controllo redatti al fine di prevenire il compimento di atti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto.

Si tratterebbe quindi del capo di quell’organo che controlla che le società non compiano reati e che si attengano ad un codice etico che ne impedisca il compimento. Una scelta interna alla FIGC, alternativa a quella dello stesso presidente Gravina, che ha subito dichiarato, insieme all’intenzione di nominare un commissario in caso del protrarsi della situazione, la propria indisponibilità a ricoprire tale carica. Siamo quindi in una situazione in cui le Assemblee ed i Consigli di Lega possono tenersi sotto la direzione dell’Amministratore delegato, ma con decisioni che non potrebbero essere messe in pratica con la sottoscrizione di accordi con terzi per l’assenza della figura predisposta alla sottoscrizione stessa. E ciò anche nel caso in cui si raggiungesse un accordo sulla materia più spinosa sul tavolo, quella delle modalità di commercializzazione dei diritti audiovisivi, non ci sarebbe nessuno in grado di firmare impegni e quindi bandi e contratti di assegnazione a nome della Lega.

Ma un accordo fra i nostri presidenti su come massimizzare i profitti dalla commercializzazione dei diritti TV in realtà appare assai lontano. 

Qualche giorno fa abbiamo assistito ad nuovo rinvio, almeno fino al 16 dicembre, nella trattativa fra Lega Serie A e Mediapro per il canale tematico dal triennio 2021-24. L’assemblea infatti non ha approvato la controproposta di accordo redatta dalla commissione diritti tv della Lega, per rispondere all’offerta formulata dagli spagnoli a inizio novembre dopo mesi di negoziati. A quanto si è appreso, a fronte di 10 sì, 6 club hanno votato no (Bologna, Roma, Torino, Inter, Milan, Lecce) e 3 si sono astenuti (Fiorentina, Juventus e Napoli), mentre il Sassuolo era assente per il lutto che ha colpito la famiglia Squinzi. Non è stata quindi nemmeno messa ai voti la proposta di Mediapro ma non si è nemmeno arrivati ad un accordo per una controproposta, avendo l’assemblea deciso di migliorare il testo della commissione entro la nuova riunione fissata per il 16 dicembre.

Sarebbero invece state invece approvate con 18 voti favorevoli e solo quello del Napoli contrario le linee guida per il bando dei diritti tv rivolto ai broadcaster, tenendo quindi aperte tutte le strade previste dalla normativa per la commercializzazione di diritti audiovisivi per il triennio, che ufficialmente inizierà nei primi mesi del 2020, ossia il bando per gli operatori delle comunicazioni e quello per gli intermediari (oltre ad una ipotesi, più che solida di creazione del proprio canale tematico).

Si dovrà però procedere anche all’elezione delle due figure mancanti, elezioni che dovranno essere rigorosamente a scrutinio segreto e con il rispetto dei quorum costitutivi (4 quinti in prima convocazione poi 2 terzi) e deliberativi (2 terzi degli aventi diritto di voto), previsti rispettivamente ai punti 5 e 6 dell’art. 1 dello Statuto. Tanta fatica per molto poco atteso che i due componenti del Consiglio di Lega dureranno in carica solo qualche mese e cesseranno le loro funzioni (insieme al resto del Consiglio) nel 2020! A meno che il commissariamento non duri fino al rinnovo dell’intero consiglio: forse per questo i nostri club non hanno fretta…

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