Zola, tra presente e ricordi: “Mi sono distaccato un po’ dal calcio, ne avevo bisogno. Senza allenarmi con Maradona non sarei stato lo stesso calciatore”

Zola, tra presente e ricordi: “Mi sono distaccato un po’ dal calcio, ne avevo bisogno. Senza allenarmi con Maradona non sarei stato lo stesso calciatore”

Una stagione intensissima accanto a Maurizio Sarri a Londra, poi la rottura del sodalizio quando il tecnico è passato alla Juventus. Gianfranco Zola, però, non è dispiaciuto per questa stagione lontano dai campi. E spiega, ricordando la sua esperienza personale, che i giovani possono imparare tanto grazie ai senatori…

di Redazione Il Posticipo

Una stagione intensissima accanto a Maurizio Sarri a Londra, poi la rottura del sodalizio quando il tecnico è passato alla Juventus. Gianfranco Zola, però, non è dispiaciuto per questa stagione lontano dai campi, come spiega in un’intervista al Daily Mail. “È stato un anno molto tranquillo. Mi sono distaccato un po’ dal calcio, avevo bisogno di farlo e sono contento così”. Visto l’ottovolante di emozioni passato assieme all’allenatore toscano, dalle critiche al Sarriball alla vittoria dell’Europa League, quasi comprensibile.

INFLUENZA – Zola di calcio ora preferisce parlare. E spiega come un calciatore, per migliorare, abbia bisogno di qualcuno che lo aiuti. Lui ha avuto una fortuna non indifferente, quella di passare due anni ad imparare dal migliore, da Maradona. E il sardo è abbastanza umile da ammettere come l’esperienza a Napoli accanto a Diego gli abbia cambiato la carriera. “Io non sarei stato lo stesso calciatore se non mi fossi allenato con Maradona. Dico sul serio, mi ha influenzato così tanto in ogni singolo aspetto del mio modo di fare calcio che se non mi fossi allenato giorno dopo giorno con lui e se non ci avessi giocato assieme sarei stato un altro Gianfranco Zola. Come non credo che Terry sarebbe diventato lo stesso giocatore se non avesse avuto davanti a lui Desailly o Leboeuf quando era un giovane al Chelsea”.

GIOVANI – Il riferimento ai Blues non è casuale. La sua ex squadra al momento ha in rosa giovani calciatori parecchio talentuosi, che molti vorrebbero vedere più spesso in campo. Ma Zola spiega che i ragazzi possono imparare parecchio anche già lavorando con i senatori. E al Chelsea (ma in generale in Premier) le possibilità non mancano. “Quello che ti rende migliore non è giocare tutte le partite di un campionato modesto, ma giocarne 10 in un torneo molto competitivo. È grazie a giocatori come me, come Aguero, De Bruyne e tanti altri che la Premier League è di altissimo livello. Se vuoi giocare qui, devi essere bravo. E se lo sei, migliorerai. Qui la gente fa spesso un errore, dice sempre ‘dobbiamo far giocare i giovani ragazzi inglesi’. Giusto, ma solo se sono davvero bravi. E come lo si misura? Se in allenamento lavorano con calciatori importanti e sono al loro livello, allora va bene”. Detto da chi doveva stare dietro a Diego…è una garanzia.

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