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Zola: “Giocare a Cagliari, fantastico. La Premier è come la A degli anni ’90. Juve, bel gesto”

Gianfranco Zola ha parlato a tutto tondo del momento vissuto dal calcio. E ripercorre alcuni periodi della sua carriera fra Cagliari e Londra.

Redazione Il Posticipo

Gianfranco Zola è rientrato in Sardegna. L'ex Chelsea, membro dell'Impero e unica maglia ritirata al Chelsea,  è tornato a casa per stare vicino ai propri cari. E, in collegamento con Sky Sport, ha parlato a tutto tondo del momento che sta attraversando il calcio fra presente e passato.

CASA E RICORDI- Zola ha obbedito nel senso più pieno del termine, all'ordine dell'OMS.  "Sono riuscito a rientrare in Sardegna, ho preferito stare vicino ai miei affetti. Giocare nel Cagliari è stata una delle esperienze più belle mai fatta. Quando l'ho fatta, temevo che non potesse essere come avrei voluto. Avevo 36 anni e un po' di riserve. Invece sono riuscito a dare un contributo grazie a un gruppo fantastico. Ho giocato e incontrato tanti giocatori fantastici. Diego Maradona era di un livello a parte, inavvicinabile. Da avversario, Ronaldo, il Fenomeno. Se era in giornata era impressionante. Un'altra categoria, per capacità fisiche e tecniche. Fra gli italiani, Maldini, Baggio e Baresi".

INGHILTERRA - Resta un cruccio. Gli inglesi, calcisticamente, lo hanno capito più degli italiani. E adesso i rapporti di forza fa A e Premier sono invertiti: "In Inghilterra ci sono tantissimi calciatori che potrebbero fare la differenza. Basti considerare cosa ha fatto Lukaku. In questo momento tutti i calciatori vogliono andare in Inghilterra piuttosto che lasciarla, perché è considerato il campionato migliore d'Europa a livello tecnico ed economico. Oggi la Premier è un punto d'arrivo, come lo era negli anni '90 la serie A"

CORONAVIRUS  -  Il calcio adesso è fermo. E il dopo assume i contorni di un enorme punto interrogativo. "Viviamo un momento di difficoltà e il calcio come tutte le aziende paga. Ho provato a capire come possa evolversi la situazioni, ma faccio fatica a capire gli effetti e la portata del Covid-19 sul calcio. L'iniziativa della Juventus mi sembra nobile. Occorrerà considerare molte cose, lo trovo un gesto giusto".