Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Zinchenko: “Se non fosse per mia figlia, sarei in Ucraina a combattere. La mia gente non si arrenderà mai”

LIVERPOOL, ENGLAND - FEBRUARY 07: A "No room for racism" sleeve badge is seen on the shirt of Oleksandr Zinchenko of Manchester City during the Premier League match between Liverpool and Manchester City at Anfield on February 07, 2021 in Liverpool, England. Sporting stadiums around the UK remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Tra i calciatori ucraini che si sono schierati contro l'invasione russa, nessuno è stato più chiaro di Oleksandr Zinchenko. Il calciatore del City si è lanciato apertamente contro Putin e in un'intervista con Gary Lineker ha parlato della...

Redazione Il Posticipo

Tra i calciatori ucraini che si sono schierati contro l'invasione russa, nessuno è stato più chiaro di Oleksandr Zinchenko. Il talento del Manchester City, uno che in Russia ci ha anche giocato prima di sfondare nel calcio europeo, ha apertamente augurato una morte violenta a Putin e continua costantemente sui suoi social a spronare il resto del mondo ad aiutare il suo paese contro quello che ritiene un tentativo di cancellare il popolo ucraino. Ma una posizione così forte è solo una faccia della medaglia, perchè dal momento dell'attacco la vita di Zinchenko è stata un misto di rabbia e di profonda tristezza, come ha spiegato in un'intervista a Gary Lineker per BBCSport.

GUERRA - L'ex centravanti ha fatto una chiacchierata con il calciatore del City, che non è riuscito a trattenere le emozioni. "Piango e basta da una settimana, anche quando prendo la macchina per tornare dagli allenamenti mi capita di scoppiare a piangere dal nulla". La distanza non aiuta, soprattutto quando dall'Ucraina arrivano immagini che fanno male al cuore. "Ho tutto nella testa, pensate al posto dove siete nati e cresciuti e immaginate solamente un terreno desolato. Potrei mostrarvi un milione di foto e di video di qualsiasi città nel mio paese che hanno distrutto. E parlano di operazione di sicurezza? Impossibile, questa è una guerra vera. Quello che stanno facendo è inaccettabile, dobbiamo fermarli".

FIGLIA - Molti ucraini che vivono all'estero, anche del mondo dello sport, stanno lasciando i paesi in cui risiedono per tornare a combattere. E Zinchenko ammette di averci pensato. "Sarò onesto, se non fosse per mia figlia e per la mia famiglia sarei lì anche io. Sono nato così, conosco gli ucraini e la loro mentalità e pensiamo tutti la stessa cosa. Sono orgoglioso di essere ucraino e lo sarò per il resto della mia vita. Quando vedi la gente che combatte per la sua vita non ci sono parole. Conosco la gente del mio paese e la sua mentalità, preferirebbero morire che arrendersi e lo faranno. Ma non molleranno". Lui, intanto, continua a giocare per Guardiola. Anche se il pensiero è chiaramente altrove...