Con Zielinski, Marekiaro ha trovato il suo erede

Hamsik e Zielinski, due calciatori importanti per il Napoli, ma che quando sono stati schierati assieme a volte non hanno convinto. Eppure c’è un lato positivo. Il capitano ha un ricambio all’altezza.

di Redazione Il Posticipo

Assieme mai. O almeno, non con la frequenza di una volta. Lo scorso anno Hamsik e Zielinski si ritrovavano spesso fianco a fianco nella formazione titolare. Anzi, in 22 occasioni, la coppia che viene dall’Est ha trascinato alla vittoria il Napoli in 15 partite. Al punto che le gerarchie del centrocampo sembravano ormai ben definite, con il polacco cambio ideale di Allan, Diawara a fare il sostituto di Jorginho ed il Capitano perno fisso, con eventuale ingresso di Rog in partite già messe in ghiaccio. Ma in questa stagione, prima con la sequela di cambi per lo slovacco e poi per un periodo di appannamento di Zielinski, la musica è almeno in parte cambiata.

Per Zielinski un gol…alla Hamsik

Allan si è ripreso la titolarità a suon di prestazioni, Diawara sta vedendo meno il campo e spesso (ma non sempre) il cambio di Hamsik è proprio Zielinski. Nel match contro il Milan al minuto sessantanove è avvenuto l’avvicendamento e dopo appena quattro giri d’orologio il polacco ha messo la sua firma ad una perfetta azione corale del Napoli. Una rete, a ben vedere, alla…Marekiaro. Un inserimento senza palla nello spazio, a sorprendere la retroguardia avversaria, di quelli che nel corso degli ultimi dieci anni i tifosi azzurri hanno imparato ad amare grazie al capitano partenopeo. Dimostrazione che Zielinski è l’erede designato dello slovacco dal cuore napoletano? Sì. E quindi uno dei due in campo esclude l’altro? Assolutamente no.

Se Jorginho è inamovibile…

Hamsik e Zielinski possono (e probabilmente devono) giocare assieme, la scorsa stagione ne è la controprova. Il problema è che il Napoli è cambiato. Lo dice la classifica, ma lo sottolinea anche la graduatoria delle reti subite. Solo nove, quando allo stesso punto dell’annata precedente erano cinque in più. La squadra di Sarri è più accorta, sebbene continui a proporre un calcio offensivo, piacevole e particolarmente funzionale. Ma rispetto all’anno passato, al centrocampo viene chiesto qualcosa in più. Non è un caso che la quantità di Allan sia tornata indispensabile a garantire gli equilibri di gioco. Partendo dal presupposto che sarebbe un delitto togliere una maglia a questo Jorginho, le opzioni a disposizione di Sarri restano due. Escludere il brasiliano per schierare i due slavi o tenerne fuori uno.

…per giocare assieme i due devono difendere meglio

Il tecnico alterna entrambe, ma ai due incursori venuti dall’Est ha messo in chiaro una cosa: senza impegno difensivo da parte di entrambi, la convivenza diventa impossibile. Certo, in Champions League il Napoli si è trovato di fronte uno scintillante Manchester City, in grado di schierare contemporaneamente Silva e De Bruyne, non certo un duo di centrocampo dedito alla fase di non possesso, esattamente come Hamsik e Zielinski. Ma dietro di loro Guardiola schiera l’imprescindibile Fernandinho, il cui unico compito è sradicare la palla dai piedi degli avversari e regalarla a chi è più tecnicamente dotato di lui. Jorginho non è quel tipo di calciatore e quindi la libertà dorata (e il polacco perdonerà la citazione alla storia del suo paese) sognata dai due centrocampisti non può esistere. A meno che non ci sia abbastanza impegno tattico. E mentre Sarri studia gli equilibri, il Napoli ha una certezza: Hamsik è fondamentale, ma non eterno. Ma per fortuna gli azzurri hanno già trovato il suo erede.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy