Zidane nei guai: fra risultati e scelte tecniche il destino sembra segnato

Il credito è esaurito: alla dirigenza, oltre ai risultati, non piace la gestione delle risorse umane.

di Redazione Il Posticipo

Zinedine Zidane è nei guai dopo il tremendo ko subito contro l’Alcoyano in Copa del Rey. Il tecnico francese non rischia l’esonero immediato, a meno di tracolli improvvisi, ma la sua permanenza dopo giugno sembra tutt’altro che scontata.  L’allenatore è già stato sull’orlo del licenziamento dopo aver perso con l’Alaves e lo Shakhtar ma è riuscito a salvare la situazione e la panchina inanellando sei vittorie consecutive prima della ricaduta. Questa volta, però, il credito, secondo il Mundo Deportivo, è esaurito. Se non porterà in dote alla Casa Blanca alcun trofei, Zidane chiuderà la sua esperienza al Real.

CAPI D’ACCUSA – Il francese è sul banco degli imputati per una serie di scelte che cozzano anche con la filosofia della società. In primis, la scelta degli uomini a cui affidarsi senza attingere alla profondità della rosa. Decisioni che oltre alle sconfitte, generano anche un deprezzamento economico del parco giocatori. E in un momento così delicato, in cui anche il Real deve fare i conti con l’impatto economico generato dalla pandemia, abbassare il valore globale della rosa significa causare danni economici irreparabili anche in vista del prossimo mercato che dovrà, almeno parzialmente, essere finanziato con qualche cessione illustre.

(Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

TURNOVER – I dati parlano chiaro. Zidane non conosce la parola turnover: le sue 3,56 sostituzioni a partita sono superate solo dalle 3,35 di José Bordalás a Getafe. Il tecnico è accusato di essere troppo legato ai sui veterani. E così si p creata una pletora di giovani scontenti e svalutati.  Vinicius, Valverde, Rodrygo, Mariano, Odegaard, Odriozola o Jovic hanno sempre avuto un ruolo secondario. L’età media delle formazioni  scese  in campo dal 1′ di gioco del Real Madrid in campionato è piuttosto alta: 28,9 anni- Nelle ultime tre partite di campionato, quando la panchina ha iniziato a traballare, la media è salita di 30,5 anni a Elche (1-1), 29,5 contro il Celta (2-0) e 30 a Pamplona (0-0). Non esattamente numeri che introducono a un nuovo corso che a questo punto sembra poter fare a meno dell’allenatore francese.

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