Zico e il mundial ’82: “L’Italia ha vinto quando ci ha battuto. Ha trovato lo slancio decisivo”

Il calciatore brasiliano passa in rassegna alcuni ricordi della sua carriera, e ricorda la sfida ai mondiali di Spagna che spinse gli azzurri verso un trionfo storico.

di Redazione Il Posticipo

Zico, una istituzione del calcio brasiliano. In Italia, una esperienza indimenticabile in Friuli, e tante storie da raccontare. Il “Galinho” ricorda la sua esperienza come riportato da Sky Sport.

FLAMENGO – In Brasile la figura di Zico si lega soprattutto al Flamengo, una squadra importantissima che ha scritto la storia del club di Rio de Janeiro: “Quella squadra ha vinto in cinque anni più di quanto avesse fatto in tutta la sua storia. Era una squadra giovane e talentuosa, ma il segreto era la coesione. Quella squadra era cresciuta insieme”. Nel senso più pieno del termine. “Giocavamo insieme da ragazzi e siamo arrivati in prima squadra vincendo tutto. Eravamo un tutt’uno con i tifosi. Credo sia difficile trovare, nel calcio, un qualcosa del genere. A proposito di giovani, dico Antony del San Paolo”.

ITALIA-  Zico giunge in Italia dopo la delusione più grande. Il Mondiale perso nel 1982 contro l’Italia. “Noi abbiamo sbagliato tantissimo a livello collettivo e individuale contro una squadra fortissima, abile a sfruttare ogni occasione. Ci bastava il pareggio ma sono convinto che se noi avessimo segnato cinque gol, loro ne avrebbero messi a segno sei”. Era la vera finale, come ammesso anche da Bruno Conti, il più “brasiliano di quella nazionale. “Quella vittoria ha dato lo slancio all’Italia per vincere il Mondiale. Era quella la vera finale. Il mondiale lo hanno vinto in quel momento. Dopo hanno trovato una Polonia senza stelle e una Germania stanca. Sarei potuto andare alla Roma, avevo parlato con Falcao, ma il Flamengo disse no. Allora non era così facile trasferirsi. A Udine però mi sono tolto grandi soddisfazioni. Mi è rimasta nel cuore. Ricordo una doppietta a Catania. Lo stadio, prima che calciassi la punizione, aspettava la mia esecuzione. Tifavano per me!”.

 

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