Zenga: “Vincere a Milano cambia poco, mi sento l’allenatore del Cagliari. Ibra? Ai miei tempi c’era Maradona…”

Zenga: “Vincere a Milano cambia poco, mi sento l’allenatore del Cagliari. Ibra? Ai miei tempi c’era Maradona…”

Il calcio è strano. Zenga si gioca la conferma nel “suo” stadio, contro il Milan ma lancia messaggi chiarissimi…

di Redazione Il Posticipo

Il calcio è strano: Walter Zenga si giocherà la conferma sulla panchina del Cagliari nel “suo” stadio, a San Siro, contro il Milan. Il tecnico ha presentato la sfida in conferenza stampa.

SCELTE – L’allenatore rossoblu potrebbe optare per la difesa a tre. “Ho gli uomini contati cerco di mettere in campo la squadra migliore, avendo di fronte a una squadra che attraversa un ottimo momento di forma. Abbiamo dato il meglio giocando con la difesa a 3, penso lo faremo anche a Milano. Non ho particolari emozioni, sono tornato tante volte a San Siro. Ci sarà emozione quando potrò finalmente allenare il Cagliari con i tifosi alla Sardegna Arena. Sono un inguaribile ottimista, mi vedo confermato. Poi se il presidente sceglierà altro si vedrà, ma io sono e mi sento l’allenatore di questo Cagliari”. Possibile rivedere Pavoletti. “Lo porto in panchina, non è facile stare fuori un anno per un professionista e mi piacerebbe regalargli anche solo un minuto: per lui può essere motivante per il futuro, ma non è assolutamente pronto per giocare. Verrà in panchina con noi a Milano per riassaporare una partita.

CONFERMA – Contro Ibra non sarà facile. “Lui e gli altri vanno ammirati, ma se ripenso ai miei tempi, con questo tipo di calcio, penso che Diego Maradona avrebbe fatto il doppio dei gol. In ogni caso voglio rivedere la squadra che ha vinto contro la Juventus. Abbiamo fatto prestazioni di livello, quando avevamo tutta la rosa a disposizione, poi il rimpianto è non essere riuscito a ripeterle nelle gare successive. Ma vincere a Milano non cambierebbe nulla dal punto di vista della panchina: è giusto che la società faccia le sue valutazioni in modo sereno. Il risultato interessa sempre, a prescindere dall’avversario, perché giochi per il Cagliari. Non mi do un voto,  però questo periodo mi ha dato tanto e me lo porterò sempre dietro”.

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