Zenga: “Il presidente è arrabbiato. Essere in discussione fa parte del gioco. Non mi aspetto regali dalla Juventus”

Zenga: “Il presidente è arrabbiato. Essere in discussione fa parte del gioco. Non mi aspetto regali dalla Juventus”

Il tecnico si gioca la conferma sulla panchina del Cagliari contro i Campioni d’Italia e la squadra più in forma, il Milan. 180′ di fuoco a cui il tecnico è preparato.

di Redazione Il Posticipo

Zenga si gioca la conferma sulla panchina del Cagliari contro i Campioni d’Italia e la squadra più in forma, il Milan. 180′ di fuoco a cui il tecnico è preparato. Le sue parole in conferenza stampa.

REGALI – Il tecnico del Cagliari non si aspetta alcun trattamento di favore. “La Juve è una grande squadra, non regalerà nulla a prescindere dal momento. Mi aspetto piuttosto un Cagliari spensierato che riesca a giocarsi le sue carte, giocando all’attacco e pensando a vincere. La vittoria ci manca da un po’, ma a parte Genova e un tempo a Verona, la squadra si è sempre espressa bene. I numeri a volte condannano anche le prestazioni più attente. Si è fatto male anche Nandez. Sembra un percorso di montagne russe,  stiamo perdendo gli elementi più rappresentativi”.

LIVELLO – Zenga non cerca scuse ma difende il proprio lavoro. “Quando la squadra ha trovato la caratura si è espressa a buon livello, ma il problema è che in questo periodo manca il tempo di lavorare sulla tattica. Un allenatore in due mesi così incide poco o niente. Essere messo in discussione fa parte del gioco, mi dispiace quando vedo attacchi personali o quando si discute la squadra: ma mi piacerebbe anche che qualcuno ipotizzasse il fatto di poter anche allenare questa squadra settimanalmente”.

FUTURO – La conferma in 180′ particolarmente complicati. Milan e Juve non sono avversari facili.  “Le opportunità te le danno tutte le partite, a prescindere dal blasone dell’avversario. Abbiamo fatto 10 punti. Andiamo in ritiro oggi e lo faremo anche prima del Milan. Il presidente è giustamente arrabbiato per com’è andata la stagione, così come è normale che anche in uno spogliatoio i toni possano essere accesi. Se uno non è contento è giusto che esprima la sua contrarietà nei modi giusti. Il presidente fa bene a pensare a cosa fare per il futuro. Abbiamo avuto qualche problema, ma poi sì, si poteva sicuramente fare di più”.

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