Zaha in tackle: “Inginocchiarsi e indossare magliette è degradante”

Il calciatore del Crystal Palace chiede a gran voce qualcosa di diverso per la lotta al razzismo.

di Redazione Il Posticipo

Zaha, parole che faranno discutere. Il calciatore del Crystal Palace  ha preso una posizione molto forte sulla lotta al razzismo, di cui è stato vittima. Il 28enne ha subito una quantità enorme di abusi razziali in passato: e per questo chiede che dalle parole si passi ai fatti visto che nonostante le tante manifestazioni, a suo avviso, è cambiato poco. E il cambiamento passa… dal cambiamento. A partire dall’inginocchiarsi prima della partite e sulla scritta Black Live Matter. Definito “degradante”.  Il giocatore, durante un appassionato discorso sul podcast di YouTube ripreso da Sportbible, ha chiarito la sua posizione.

BLM – Il giocatore spiega cosa significhi, a suo avviso, la lotta al razzismo e dove e come intervenire per sensibilizzare la società. “Non capisco l’inginocchiarmi. Né per quale motivo debba avere la scritta Black Live Matter sul retro. No credo sia questo il modo per dimostrare che contiamo qualcosa. Anzi lo ritengo degradante. A meno che le cose non cambino davvero, non parlerò più del movimento, solo perché poi qualcuno possa dire che Zaha l’ha appoggiato. Io continuo a vedere e leggere di insulti sui social, di persone che con account falsi possono dire qualsiasi cose. Non voglio che qualcuno venga a dirmi che le cose cambieranno. Desidero che cambino”.

MANCHESTER, ENGLAND – SEPTEMBER 19: Wilfried Zaha of Crystal Palace celebrates after scoring his team’s third goal during the Premier League match between Manchester United and Crystal Palace at Old Trafford on September 19, 2020 in Manchester, England. (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

SCENE – Il discorso di Zaha si lega soprattutto alla ricerca di azioni concrete per educare le future generazioni. “Tutto ciò che si sta facendo sono delle scene che non porteranno a nulla di concreto. Le persone devono sapere che, a prescindere dall’età, le parole e il comportamento hanno delle conseguenze precise. E non ci si può nascondere dietro i social media. Credo sia fondamentale che le piattaforme social media cerchino queste persone e le rimuovano. Non è la prima volta che ricevo messaggi razzisti e non sono l’unico calciatore a subirli. Voglio ringraziare tutti per l’amore e il sostegno, ma quando è troppo è troppo. Abbiamo bisogno di azione e istruzioni. Solo così si potrà cambiare”.

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