Zabaleta tra passato e futuro: “Che ci vado a fare in Serie A se l’Olimpico e San Siro sono chiusi? Al City ce la facevamo sotto, avevamo paura prendessero Messi o Ronaldo…”

Pablo Zabaleta è uno dei grandi vecchi del calcio argentino e forse per la prossima stagione cercherà una nuova sfida. Ma il presente è molto nebuloso. Dunque, meglio guardare anche al passato, a quando, appena arrivato a Manchester, ha capito la potenza economica della nuova proprietà dei Citizens…

di Redazione Il Posticipo

Pablo Zabaleta è uno dei grandi vecchi del calcio argentino. Dopo un decennio al City, di cui è stato una colonna, il difensore è ora al West Ham e forse per la prossima stagione cercherà una nuova sfida. Ma, come spiega a La Nacion, il presente è molto nebuloso. Dunque, meglio guardare anche al passato, a quando, appena arrivato a Manchester, ha capito la potenza economica della nuova proprietà dei Citizens…

CITY – Zabaleta, del resto, è l’ultimo acquisto della vecchia gestione. E neanche il tempo di ambientarsi che gli uomini di Mansour arrivano e danno fuoco alle polveri. “Dieci giorni dopo che sono arrivato io, viene portato a termine l’acquisto del club dalla cordata degli Emirati Arabi Uniti. Tempo quattro giorni, spendono quaranta milioni di sterline per comprare Robinho. E a quel punto io mi sono detto: ‘E adesso che faccio? Qui al massimo duro sei mesi’. L’abbiamo presa a ridere e nello spogliatoio abbiamo cominciato a mettere sugli armadietti etichette con scritto ‘Messi’ o ‘Cristiano Ronaldo’. Ma la verità è che ci stavamo ca***do sotto…”. Alla fine non è arrivato nessuno dei due, ma i risultati, quelli sì.

SERIE A – Cosa riserva il futuro all’argentino? Difficile a dirsi, perchè la situazione creata dalla pandemia crea dubbi. E persino la possibilità di venire in Serie A diventa meno allettante quando si pensa che forse si giocherà a porte chiuse. “Tutti i giorni mi sveglio e penso: ‘Sarà questa la mia vita dopo il ritiro?’. Prima o poi torneremo ad allenarci e vedremo, ma è tutto ancora molto incerto. Ho pensato anche che alla fine di questa stagione potrei volermi regalare la gioia di giocare ancora in un altro campionato, ma ancora non sono sicuro. Probabilmente si giocherà a porte chiuse, quindi mi mancherebbero le motivazioni. Che ci vado a fare in Italia se stadi mitici come l’Olimpico e San Siro sono chiusi?”. Una domanda abbastanza legittima…

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