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Zabaleta racconta la sua finale: “Non dormii per l’ansia e i brasiliani. Fuochi d’artificio alle 3 di notte”

Zabaleta racconta la sua finale: “Non dormii per l’ansia e i brasiliani. Fuochi d’artificio alle 3 di notte” - immagine 1
Pablo Zabaleta ha raccontato come ha affrontato la finale della sua Argentina contro la Germania del 2014. L'ex terzino ha ripercorso la notte, l'attesa e le ore successive a una delle più grandi delusioni della sua carriera...

Redazione Il Posticipo

Come si vive una finale? Pablo Zabaleta ha raccontato alla BBC come ha affrontato la finale della sua Argentina contro la Germania del 2014. L'ex terzino ha ripercorso la notte, l'attesa e le ore successive a una delle più grandi delusioni della sua carriera.

INSONNE

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La notte prima, difficile chiudere occhio. "C'erano due motivi per cui non sono riuscito a dormire la notte prima di giocare con l'Argentina contro la Germania nella finale della Coppa del Mondo 2014 a Rio. In primis, per la tensione. Avevo già giocato centinaia di partite di calcio, ma quando stai per giocare una finale di Coppa del Mondo ti rendi conto che sarà la partita più importante della tua vita. Poi c'erano i brasiliani che lanciavano fuochi d'artificio fuori dal nostro hotel alle 3 del mattino. Alla fine sono riuscito a dormire un po', ma non appena mi sono svegliato ho pensato che era il giorno dei giorni".

PRIMA E DOPO LA FINALE

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Zabaleta riavvolge il nastro dei ricordi sul prima e dopo la sfida. "Una giornata molto lunga, infinita. Non contemplavo l'idea di una sconfitta ma la rete della Germania è arrivata prima della fine ed è stato difficile da accettare. Dopo la partita, piangevamo a dirotto nello spogliatoio e quando siamo tornati al nostro hotel siamo andati dritti nelle nostre stanze per due ore. Poi ci siamo ritrovati e anche se faceva ancora molto male, ho realizzato di essere stato comunque fortunato a vivere una partita del genere. Tuttavia, ogni volta che vedo qualche clip del 2014, penso ancora a quanto siamo andati vicini alla vittoria".

MESSI

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Otto anni dopo l'Argentina ci riprova. Aggrappandosi, come allora, a Messi. "Ricordo di aver fatto colazione la mattina della finale del 2014, quando Messi entrò nella stanza. Ero seduto con Javier Mascherano e gli ho detto che speravo che fosse Messi a segnare un paio di gol per farci vincere la partita. E non è cambiato nulla, lui è ancora il leader della squadra, e sono stato così felice di vederlo divertirsi in questa Coppa del Mondo. Qualunque sia il risultato contro la Francia domenica, sono e resto orgoglioso ma sarei comunque felicissimo di vederli sollevare il trofeo". E magari tra qualche anno saranno Molina o Montiel a raccontare come si vive e come si vince una finalissima!