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Yuriy Vernydub, dallo Sheriff all’esercito ucraino: “Vinco la guerra e torno ad allenare”

MADRID, SPAIN - SEPTEMBER 28: Jasurbek Yakhshiboev (3dR) of FC Sheriff Tiraspol celebrates scoring their opening goal with teammates Adama Traore (L), Frank Castaneda (2ndL), Cristiano Leite (2ndR) and Dimitris Kolovos (R) during the UEFA Champions League group D match between Real Madrid and FC Sheriff at Estadio Santiago Bernabeu on September 28, 2021 in Madrid, Spain. (Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

Sei mesi fa Yuriy Vernydub festeggiava una clamorosa vittoria al Bernabeu. Lo Sheriff Tiraspol aveva appena conquistato il Bernabeu, superando il Real Madrid 2-1. È stato un risultato storico per i vincitori del campionato moldavo, che provengono...

Redazione Il Posticipo

Sei mesi fa Yuriy Vernydub festeggiava una clamorosa vittoria al Bernabeu. Lo Sheriff Tiraspol aveva appena conquistato il Bernabeu, superando il Real Madrid 2-1. È stato un risultato storico per i vincitori del campionato moldavo, che provengono dalla Transnistria, una repubblica separatista sotto la forte influenza russa. Nelle ultime ore, invece, la vita del tecnico è cambiata. Le sue parole sono riprese dalla BBC.

GUERRA - Dal campo di calcio alle tende dell'esercito una scelta che è stata quasi immediata. "Mio figlio mi ha chiamato alle 4:30 e mi ha detto che i russi ci hanno attaccato. Sapevo allora che sarei tornato in Ucraina per combattere. Sono arrivato a  Iasi, in Romania. Poi sono andato in autobus a Tiraspol, in Transnistria, con il resto della squadra venerdì sera e sabato mattina sono partito per l'Ucraina". E si è arruolato. "Le persone a me vicine hanno cercato di fermarmi. Mia moglie, i miei figli, i miei nipoti hanno cercato di dissuadermi. Saremmo potuti andare in Moldova e questa opzione è ancora aperta per i miei figli, per le loro mogli, per i miei nipoti. Ma io e mia moglie resteremo qui. Sono contento che mi sostenga. Ero nell'esercito quando ero giovane. Non sono autorizzato a rivelare quale sia il mio ruolo. Non ho ancora usato la mia arma ma sono pronto, sempre. In qualsiasi momento".

PACE - In guerra per avere la pace. E poiper tornare in panchina.  "Mio fratello ha più di 60 anni. Mio figlio più piccolo non può combattere a causa della sua salute. Il mio figlio maggiore non è qui perché deve restare a casa, ha due bambini piccoli. Se sarà necessario, verrà sicuramente, non ho dubbi. Sinceramente non capisco Putin né i russi che non sono contro di lui. Dicono che ci stanno liberando. Ma da cosa? Non ho alcun dubbio  l'Ucraina vincerà questa guerra. Voglio ringraziare il resto d'Europa per il loro sostegno evidentemente hanno capito che l'ucraina rappresenta lo scudo dell'intera Europa. E penso ancora al calcio. è la mia vita. Mi motiva. Spero che questa guerra non duri a lungo. Vinceremo e dopo io tornerò al mio amato lavoro".