Yerry Mina racconta il rapporto con Valverde: “Mi allenavo da solo e aspettavo una sua chiamata, che non è mai arrivata”

Prima di Malcom, al Camp Nou c’è stato un altro caso: quello di Yerry Mina. Tante panchine, mancate convocazioni e poche spiegazioni. Al punto che il colombiano è dovuto fuggire dalla Liga. La sua colpa? Essere considerato un acquisto della società e non una espressa richiesta di Valverde.

di Redazione Il Posticipo

Vista la mancanza di minuti di Malcom a Barcellona, prima del miracolo di San Siro, il brasiliano si era guadagnato uno strano soprannome: il nuovo Yerry Mina. Cosa c’entra l’esterno verdeoro con il centrale colombiano? Beh, in comune i due hanno (o avevano? chissà) una scarsa considerazione da parte di Ernesto Valverde. Che nei primi mesi dall’arrivo dell’ex Bordeaux lo ha trattato esattamente come aveva già fatto con il difensore che ora è passato all’Everton. Tante panchine, mancate convocazioni e poche spiegazioni. Al punto che Mina è dovuto fuggire dalla Liga. La sua colpa? Essere considerato un acquisto della società e non una espressa richiesta di Valverde.

VALVERDE – Il colombiano racconta al Telegraph come i suoi sei mesi a Barcellona siano stati particolarmente duri, soprattutto dal punto di vista psicologico. “Passavo il tempo ad allenarmi da solo per essere in forma aspettando una chiamata del tecnico che non arrivava mai. E tutto diventa difficile quando non sei neanche convocato, in qualsiasi club. Ci mettevo tutto me stesso al Barcellona, mi allenavo duramente ma non ottenevo nulla. Per la maggior parte del tempo mi allenavo con il gruppo, ma poi puntualmente scoprivo che non ero stato inserito nella lista dei convocati o di chi doveva partire per le trasferte”. Un rapporto, quello con Valverde, mai decollato e terminato subito dopo il Mondiale.

RIVINCITA – Già, il mondiale, il momento di gloria del colombiano. Tre reti in tre partite consecutive, roba che non è riuscita neanche Cristiano Ronaldo o Messi in terra di Russia… “La Coppa del Mondo è stata un premio per il mio duro lavoro. Ho avuto l’opportunità di dimostrare ciò che sono in grado di fare. Ma soprattutto ho potuto fare quello che più mi piace al mondo: giocare a calcio”. E soprattutto ha convinto l’Everton, che lo ha acquistato assieme a un altro reietto di Valverde, il portoghese Andre Gomes. “Mi è sempre piaciuto il calcio inglese: Manchester United, Manchester City, Everton, Tottenham… Ma l’Everton è sempre stato un club importante per me, sin dai tempi in cui ci giocava Fellaini”. Insomma, tra corazzieri…ci si intende.

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