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Xavi: “Perché si pensa alla sconfitta? Io ricordo un Barça che vince partite, titoli e segna tanti gol…”

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Xavi, alla... Luis Enrique. Il tecnico del Barcellona è apparso in conferenza stampa prima della sfida decisiva con il Benfica e per risposte e atteggiamento ricorda l'ex tecnico. Fiducia, nervi distesi e consapevolezza dei propri mezzi: il...

Redazione Il Posticipo

Xavi, alla... Luis Enrique. Il tecnico del Barcellona è apparso in conferenza stampa prima della sfida decisiva con il Benfica e per risposte e atteggiamento ricorda l'ex tecnico. Fiducia, nervi distesi e consapevolezza dei propri mezzi: il Barça si gioca la qualificazione agli ottavi senza patemi.

POSITIVO  - Avversario di tutto il rispetto, il Benfica. " Ci troveremo di fronte a una grande squadra. Ho grande ammirazione e rispetto per il lavoro di Jorge Jesus. La sua impronta è chiara. La sua squadra ha un'anima e gioca un calcio di altissimo livello, molto difficile da affrontare. Siamo consapevoli che ci saranno dei momenti in cui saremo destinati a soffrire ma andiamo a giocarcela con grande serenità. Cercheremo di portare la partita dalla nostra parte, imponendo il nostro gioco".  Pensare positivo, il mantra di Xavi. "Se il Barcellona è più forte del Benfica lo dirà il campo, è troppo facile parlare. Siamo consapevoli che se vinciamo, ci avviciniamo e di parecchio agli ottavi di finale. Occorre andare a caccia dei tre punti, ma ricordare che questo avversario ci ha battuto per 3-0. Non so se sia già la sfida più importante della mia carriera al Barça. Ogni partita è importante. Personalmente non sento alcuna pressione aggiuntiva, perché amo le sfide".

SALVATORE - Sfida comunque decisiva nel bene e nel male anche se Xavi, da buon barcellonista, ha nel DNA la vittoria. "Penso a vincere, non ho motivo di immaginare qualcosa di diverso. Ricordo un Barcellona che vince le partite e lotta per aggiudicarsi i trofei, non riesco a pensare negativo. Se perderemo analizzeremo i motivi, ma non è ancora successo e non vedo perché dovrei considerare questo scenario. Di solito immagino vittorie e gol. Tanti gol. Da quando sono qui dormo bene, anche più di prima. E ora lasciatemi sognare. Sono molto felice di allenare il Barcellona, è il miglior club del mondo, mi sento un privilegiato. Possiamo competere contro chiunque e puntare all'eccellenza. Considero il ruolo dell'allenatore alla stregua di un leader spirituale capace di convincere i calciatori della bontà delle idee da mettere in campo. E se giocando si divertono, vi sono più possibilità per arrivare al risultato".