Woodgate, Galactico…ma non troppo: “Dissero a Perez che avevo problemi alle visite, lui rispose ‘allora il contratto è di 4 anni e non 5′”

Chiedendo dalle parti di Madrid quale sia il peggior acquisto della storia del Real, il nome di Jonathan Woodgate potrebbe spuntare abbastanza spesso. Ma lui non sembra soffrirne molto e ha raccontato come ha vissuto la sua esperienza da Galactico.

di Redazione Il Posticipo

Chiedendo dalle parti di Madrid quale sia il peggior acquisto della storia del Real, il nome di Jonathan Woodgate potrebbe spuntare abbastanza spesso. L’inglese doveva essere uno dei migliori difensori della sua generazione, ma gli infortuni non gli hanno permesso di esprimersi al meglio. E quindi alla Casa Blanca lo ricordano come un enorme bidone. Ma lui non sembra soffrirne molto e ha raccontato al podcast di Jamie Carragher, The Greatest Game, come ha vissuto la sua esperienza da Galactico.

PROBLEMI FISICI – A partire dai problemi fisici che rischiavano di far saltare tutto… “L’affare era fatto e quindi sono andato a Monaco di Baviera con un aereo privato per vedere uno specialista per controllarmi la coscia, perchè avevo un infortunio all’epoca. Poi sono andato a Madrid ed è successa una cosa divertente. Mi ero accordato per un quinquennale, stavo facendo le visite mediche e il dottore mi ha detto: ‘Jonathan, c’è un problema con le tue visite. Non hai un problema alla coscia, ma alla schiena, è rotta e si muove, quindi può essere un problema’. Io ho pensato all’acquisto di Gabi Milito, che era saltato dopo le visite mediche, quindi pensavo che il mio sogno stava per finire. Il dottore parlava con Florentino Perez in spagnolo, poi attacca e mi dice: ‘Gli ho detto che la tua schiena ha un problema e lui mi ha risposto che non c’era da preoccuparsi perchè ti faremo firmare per quattro anni invece che per cinque”. Un approccio…perlomeno particolare.

PERDERE – Andare al Real, del resto, è un sogno, anche se Woodgate ha temuto che non si realizzasse mai. “Il mio procuratore mi aveva detto che il Real Madrid mi stava seguendo già quando giocavo la Champions League con il Leeds. Mi hanno monitorato all’epoca e poi quando sono andato al Newcastle. Sapevo che stavo facendo del mio meglio e che potevo avere la mia possibilità. Poi quando hanno comprato Samuel dalla Roma ho pensato che non sarebbe successo più nulla, ma il mio procuratore mi ha chiamato…”. E quindi l’inglese è finito al Real, una squadra con una mentalità che definire vincente era poco. “La lingua era complicata, ma l’ho imparata abbastanza subito. All’inizio è stata complicata, ero infortunato, non parlavo spagnolo… Però c’erano calciatori straordinari come Roberto Carlos, Ronaldo, i brasiliani che mi hanno aiutato molto. Quando vai in un club del genere non puoi perdere neanche in allenamento, figurarsi perdere una partita. Era come aver perso una guerra mondiale”. Figurarsi come si sentono di questi tempi, in cui ne perdono anche due di fila…

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