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Caballero ripensa al suo errore in Russia: “Fossi un tifoso, manderei all’inferno Sampaoli, ma…”

Dopo due anni, l'erroraccio di Caballero contro la Croazia che ha portato al gol di Ante Rebic, ancora non smette di bruciare anche se Sampaoli...

Riccardo Stefani

Il tempo aggiusta tutto. O almeno così dicono. Qualcuno, come Caballero, è ancora scosso quando ricorda, come riporta TyC Sports, il momento più buio della sua carriera con la maglia della nazionale: l'erroraccio contro la Croazia che ha portato al gol di Ante Rebic.

L'ERRORE -  Nell'occasione, il portiere non trattiene il pallone e apre la strada alla sconfitta che comprometterà il mondiale dell'Argentina in Russia. La corta respinta è un assist per Ante Rebic. Piovono critiche, che gli appaiono eccessive: "Sicuramente non va bene. È una questione di rispetto. Dobbiamo instillare l'educazione dalla scuola. Gli argentini hanno un problema che non riguarda l'amore per i colori ma il tifo che sfocia nel fanatismo. E così distruggiamo qualcosa in pochi secondi. E questo è sbagliato: non permettiamo lo sbaglio, anche se è attraverso l'errore che miglioriamo".

PROFESSIONISTA - Lecito attendersi comprensione, perlomeno, dal CT. Invece, non riceve più alcuna opportunità da parte dell'allora commissario tecnico Jorge Sampaoli ma non gli porta rancore. "È difficile essere l'allenatore e non posso mi sento di commentare le sue scelte. Sampaoli credeva che convenisse cambiare, lo ha fatto e basta. Se fossi stato un tifoso, l'avrei mandato all'inferno, ma da professionista dovevo rispettare i miei compagni di squadra e sostenere chiunque sarebbe entrato. Nella mia carriera mi è successo che molti allenatori abbiano sbagliato a schierarmi o a mettermi fuori: non l'ho mai chiesto e l'ho sempre rispettato. Quindi, in quel momento, ho preso la decisione per ciò che era e ho cercato di sostenere chi doveva giocare. Spero che un giorno possa essere un allenatore per capire meglio certe situazioni". Nell'attesa, però, Caballero ha chiuso. Non vuole più tornare in nazionale. Le critiche evidentemente, non gli sono affatto andate giù.