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Willian e un incubo chiamato Arsenal: “Dopo tre mesi volevo andar via. I soldi non sono tutto”

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Quando Willian ha lasciato il Chelsea a parametro zero, i Gunners lo hanno convinto a scegliere l'Emirates con un contratto faraonico, un biennale da oltre 10 milioni di euro a stagione. Ma il sogno è presto diventato un incubo...

Redazione Il Posticipo

Quando Willian Borges da Silva, per tutti semplicemente Willian, ha lasciato il Chelsea a parametro zero, davanti alla porta di casa aveva...la fila. L'esterno brasiliano aveva talmente tante pretendenti, tra cui il Barcellona e il Manchester United, ma alla fine ha deciso di trasferirsi, ma non troppo. Da Londra Ovest a Londra Nord, dal blu del Chelsea al rosso dell'Arsenal. E visto che il suo cartellino non è costato nulla, i Gunners lo hanno convinto a scegliere l'Emirates con un contratto faraonico, un biennale da oltre 10 milioni di euro a stagione. Peccato che, come ha raccontato il verdeoro a Rio Ferdinand qualche tempo fa nel suo podcast FIVE, il sogno sia presto diventato un incubo...

INFELICE - "Non ero felice, ecco perché non giocavo bene. Non voglio scendere nei dettagli, ma non ero felice". E dire che all'inizio le cose sembravano andare bene. "Quando sono arrivato ero contento, immediatamente motivato. Volevo fare bene, ero in un nuovo club, con nuovi compagni e nuovi progetti. Ma dopo tre mesi ho detto al mio procuratore 'ti prego, me ne voglio andare'". Cosa non ha funzionato? Willian è restio a raccontarlo. "Non voglio parlare male dell'Arsenal, è un grande club, fa parte della storia del calcio e ci hanno giocato grandissimi giocatori prima di me. Ma le cose non sono andate bene. E ovviamente è stato il momento più complicato della mia carriera".

I SOLDI - Che lo ha portato a una scelta di vita: rescindere il contratto con i Gunners e tornare in Brasile, dove il Corinthians l'ha accolto a braccia aperte, anche se ovviamente non ha potuto garantirgli lo stipendio che percepiva all'Emirates... "Sì, è vero, ho rinunciato a un sacco di soldi, ma il denaro non è la cosa che conta di più nella vita. È più importante essere felici, essere contenti di svegliarsi la mattina e andare agli allenamenti. E per me non stava andando così, quindi ho detto a mia moglie e alla mia famiglia 'non posso più stare qui, non sono felice, voglio trovare un modo per andarmene'. Per me, non è giusto rimanere in un posto in cui non si sta bene solo per i soldi". Forse, l'unica cosa per cui all'Arsenal...lo ringrazieranno!