#Wengerecord: l’ingegner Arsene supera Sir Alex

Arsène Wenger è pronto a superare Sir Alex Ferguson: l’ultimo giorno del 2017 collezionerà la sua ottocentoundicesima panchina in Premier League. Una leggenda tra le critiche?

di Riccardo Stefani

Cosa succede in Inghilterra quando un ingegnere alsaziano raggiunge il prestigio di un sir scozzese? Ebbene sì, alla guida del suo quasi omonimo Arsenal, Wenger sta per accaparrarsi il primato di panchine in Premier League soffiandolo a Sir Alex Ferguson. Gli anni al servizio della squadra sono di meno rispetto all’ex allenatore di Aberdeen, nazionale scozzese e Manchester United, ma le panchine sono le stesse. Ma quello che entrambe queste leggende del campionato più emozionante della Gran Bretagna hanno regalato al calcio va solo sottolineato, apprezzato e resogliene merito senza troppi parallelismi, senza troppi confronti che andrebbero a mettere in luce o in ombra uno dei due. Si renda dunque omaggio al traguardo conquistato dal conducador di Strasburgo: il primo allenatore dei Gunners non proveniente dall’arcipelago britannico.

IL FIUTO DI ARSÈNE

Non avrà il palmarès di Ancelotti ma Wenger ha qualcosa che molti altri non hanno: un olfatto particolare. È in grado di fiutare il talento come pochissimi altri ed è capace di far crescere giovani campioni fornendogli consigli e disposizioni tali da farli diventare tra i più considerati del panorama calcistico mondiale. Uno dei primi fenomeni scoperti è precedente ai tempi dell’Arsenal. Arsène allenava il Monaco quando è riuscito ad accaparrarsi un certo George Weah. Poi a Londra ha fatto decollare giocatori del calibro di Vieira, Touré, Anelka, Eboué, Fabregas e Van Persie. Giusto per nominarne alcuni.

L’ALLENATORE DEGLI INVINCIBILI

Un primato tra tutti è quello conquistato dall’ingegner Wenger nella stagione 2003/2004. In quell’anno i ragazzi di Arsène acquisivano il soprannome di ‘invincibles’: Lehman; Lauren, Campbell, Touré, Cole; Vieira, Gilberto Silva, Ljungberg; Pirès, Bergkamp, Henry. Che dire? Quando ci si poteva permettere di schierare come riserva uno come Wiltord, sì che erano tempi d’oro. In quella stagione, in Premier, Wenger non ne perde una e ne vince tantissime anche grazie ai 30 goal del capocannoniere, un certo Thierry Henry. Purtroppo in quella stagione la stessa verve messa in campionato era venuta a mancare in Champions dove i Gunners vengono sconfitti ai quarti di finale dal Chelsea.

UN PALMARÈS INTERESSANTE

Tre campionati inglesi all’attivo, sette coppe d’Inghilterra e altrettanti Community Shield non sono gli unici titoli conquistati da Wenger. Nel 1998 si è aggiudicato il riconoscimento di allenatore dell’anno e dodici anni più tardi l’IFFHS gli ha assegnato il premio di allenatore del decennio. Bisogna ricordarsi che questo grandissimo tecnico non ha allenato solo in Inghilterra ed annoverare un campionato ed una coppa francese, una coppa ed una supercoppa giapponese conquistando per la prima volta in carriera il titolo di allenatore dell’anno.

#WENGEROUT?

Ma insomma: è laureato in ingegneria, specializzato in economia, parla più di cinque lingue, ha vinto tanto e le sue capacità non lasciano dubbi sul fatto che possa farlo di nuovo… ma allora qual è il problema? Il problema è che molti tifosi sono stanchi del rendimento opaco della squadra negli ultimi anni e accompagnati da un coro sui social, e non solo, che si alza da altre sedi più o meno appropriate in giro per il mondo. Per questo motivo nasce l’hashtag #WengerOut. Ma lui non molla ed è pronto a spodestare Ferguson dall’Olimpo della Premier. E chi può dargli torto?

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