Wenger: “Ho provato a prendere Messi, ma l’arrivo di Cesc non è bastato”

Lo storico ex allenatore dell’Arsenal, ha parlato di diversi argomenti legati all’attualità calcistica, svelando di essere stato vicino all’acquisto del fuoriclasse argentino. 

di Redazione Il Posticipo

Arsene Wenger , storico ex  allenatore dell’Arsenal, ha parlato di diversi argomenti legati all’attualità calcistica in una intervista concessa a talk sport. E, come ripreso da Olè, si è soffermato sul dualismo fra Messi e Ronaldo, svelando di essere stato vicino all’acquisto del fuoriclasse argentino.

ERA – Wenger ritiene che ormai il calcio viaggi verso la fine di un’era. Quella dei due fenomeni. Ronaldo e Messi. “Non abbiamo mai visto giocatori come questi giocare nello stesso periodo per così tanto tempo. Sono due calciatori  assolutamente decisivi, in qualsiasi situazione. Peccato, però che si stiano avviando verso la fine della carriera. Adesso attendo la prossima generazione. E questa volta il migliore potrebbe essere francese. Mbappé. Senza dimenticare Neymar”.

SFIORATO – A proposito di Messi, Wenger ha un rimpianto. Ha provato a portare la Pulce all’Arsenal, ma non ci è riuscito nonostante uno “sponsor” d’eccezione: “Stavamo negoziando per lui quando abbiamo portato Cesc Fabregas e ci abbiamo provato perché Messi stava giocando con lui, ma a quel tempo era intoccabile a Barcellona. Credo che non vi sia alcun club che lavori bene con i giovani come quello catalano. Basti pensare che hanno avuto insieme, nella stessa squadra, Messi, Piqué e Fábregas hanno giocato nella stessa squadra”.

PREMIER – Spazio anche per un commento su quanto accade in Inghilterra, dove la Premier è tornata ad essere in dubbio. In tal senso, Wenger non ha alcun tentennamento perlomeno per quanto riguarda l’assegnazione del titolo. “Jurgen ha disputato una grande stagione, è da 30 anni che il Liverpool attende i titolo. Basta leggere la classifica. Il divario è così grande da rendere superfluo cosa deciderà l’Inghilterra, credo che il Liverpool sia campione nella testa di tutti”.

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