Wenger attacca…l’ossessione di Salah: “Ecco perchè non è al livello di Messi…”

Wenger attacca…l’ossessione di Salah: “Ecco perchè non è al livello di Messi…”

Un’altra stagione incredibile, terminata con la vittoria della Champions League. Eppure Momo Salah riesce ancora ad essere al centro delle critiche. E secondo l’autorevole voce di Arsene Wenger, l’egiziano deve imparare anche a passare il pallone ai compagni invece di puntare sempre la porta.

di Redazione Il Posticipo

Un’altra stagione incredibile, terminata con la vittoria della Champions League. Eppure Momo Salah riesce ancora ad essere al centro delle critiche. Il fallimento con l’Egitto in Coppa d’Africa brucia, così come non essere stato il grandissimo protagonista della cavalcata europea del Liverpool. Quest’anno i riflettori sono finiti sul duo della retroguardia, quello composto da Alisson e Van Dijk. Che si sono presi i complimenti e i premi, con uno dei due che magari si assicurerà anche il Pallone d’Oro. La colpa di questa situazione, però, è anche…un po’ di Salah. Almeno secondo l’autorevole voce di Arsene Wenger, che ha parlato dell’egiziano ai microfoni di BeIN Sports.

EGOISTA – Facendo un paragone pesante, quello con Leo Messi. Entrambi mancini, tutti e due superstar internazionali. Ma per arrivare al livello della Pulce, Salah deve imparare a vivere…lontano dai riflettori. “Salah ha qualche somiglianza con Messi, ma deve raggiungere il suo livello di costanza. Credo sia un ottimo finalizzatore, ma Messi ha tutto, è anche capace di fare l’ultimo passaggio. Salah invece è un po’ ossessionato dal segnare. Raggiungerà la dimensione di Messi quando sarà un po’ più esperto, capendo quando è il momento di passare il pallone e quando invece deve tirare in porta”. Un appunto che fa il paio con la rabbia di Manè, che ha preso male l’egoismo del compagno nell’ultimo match di Premier.

GENEROSO – Ma del resto, non è mica semplice trovare un attaccante che non sia egoista. Anche se Wenger ha un’altra idea al riguardo. E sottolinea il lavoro oscuro del membro meno appariscente del tridente dei Reds. “Ci si dimentica un po’ troppo del ragazzo che si sacrifica per gli altri, Firmino. Come Suarez faceva per Messi e Neymar, Firmino è il calciatore che lavora per la squadra, per tutti gli altri, e li aiuta a brillare. Il brasiliano è il pezzo del puzzle che è sempre complicato da trovare: un attaccante che sia generoso”. Klopp ce l’ha e se lo tiene stretto. Anche se forse, a sentire il buon vecchio Arsene, dovrebbe insegnare a Salah a passare il pallone…

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