Icardi, la clausola vale la candela?

Icardi, la clausola vale la candela?

Wanda ha fissato la cifra che vale il suo Icardi. 200 milioni di euro. La clausola dell’Inter è ferma alla metà. Dunque? Si va verso un ritocco. Ma il gioco vale la candela?

di Redazione Il Posticipo

Wanda ha fissato il prezzo: Icardi vale 200 milioni. E la clausola si “ferma” appena a 100. Non serve un economista per capire cosa stia accadendo. La moglie e procuratrice del calciatore vuole alzare l’asticella e, di conseguenza, l’ingaggio del suo assistito. A lei spetterà una percentuale. E resta tutto in casa. Tutto molto chiaro. Resta solo da chiedersi se il gioco valga la candela.

Icardi: perchè meglio alzare la clausola…

Icardi è un asset fondamentale per il brand nerazzurro. Un simbolo da esportazione che nel calcio sempre più “social” è una componente fondamentale. Ecco perchè una clausola da 100 milioni è rischiosa, in un mercato dove questa cifra è alla portata di big come Real Madrid e Chelsea, entrambe alle prese con il rinnovo del parco attaccanti. In questa ottica, una cifra a tre zeri per quanto impressionante, potrebbe non essere sufficiente. É anche vero che Icardi è un bomber in Italia e non è detto che possa esserlo in Spagna e, soprattutto, in Inghilterra. Nel dubbio, meglio sedersi a tavolino e parlarsi. Se Icardi è felice di restare all’Inter, ben venga anche un “ritocco” verso l’altro della clausola, magari unita ad un adeguamento, che faccia dormire tutti sono tranquilli. Un investimento da coprire attraverso i risultati economici che garantisce la numero 9 nerazzurra sul mercato asiatico.

…o perchè toglierla del tutto

Icardi è legato all’Inter da contratto che, fra bonus vari, raggiunge i 5 milioni di euro. Un clausola da top player, in questo senso, è meno necessaria rispetto all’adeguamento di stipendio. Icardi non vale 200 milioni. O meglio, in un mercato impazzito qualche presidente potrebbe staccare un assegno del genere? Significa paragonarlo a Neymar o Messi. E nessuno, in Europa, crede che Icardi sia all’altezza dei due mostri. Inoltre c’è l’incognita del mondiale. Se l’argentino dovesse tornare a Milano da Campione del Mondo, sarebbe tanto di guadagnato per il brand da esportare in Cina. Qualora l’Argentina fallisse miseramente l’appuntamento iridato, il valore di Icardi potrebbe ridimensionarsi e, nel caso fosse l’Inter, un domani, a volersene disfare, diverrebbe particolarmente complicato con una clausola che ne stabilisce il prezzo. Ecco perchè, come spesso accade, la via di mezzo è sempre la più sensata. Un colpo al cerchio e una alla botte: adeguare lo stipendio di Icardi a quello di top player per non indurlo in pericolose tentazioni ma senza clausola. Del resto, alla fine, è sempre la volontà del giocatore che conta.

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