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Walcott promuove Ancelotti e Kean: “Carlo ti parla di tutto, a me ha chiesto che vino comprare. Moise lavora come un pazzo e fa cose assurde con il pallone”

Dopo dodici anni all'Arsenal, Theo Walcott ora è all'Everton, dove ha avuto modo di venire a contatto con due dei rappresentanti tricolori nel campionato inglese. E come racconta a Goal, sia Ancelotti che Kean sono promossi a pieni voti.

Redazione Il Posticipo

Theo Walcott è...un giovane vecchio. Il calciatore inglese è emerso giovanissimo dal vivaio del Southampton, quindi nonostante abbia appena trent'anni è come se fosse in giro per i campi di Premier da sempre. Ora, dopo dodici anni all'Arsenal, è all'Everton, dove ha avuto modo di venire a contatto con due dei rappresentanti tricolori nel campionato inglese. E come racconta a Goal, sia Ancelotti che Kean sono promossi a pieni voti.

ANCELOTTI - Per il tecnico Walcott ha solo parole di ammirazione. Del resto, Carletto è anche un indovino. "È venuto da me e mi ha detto 'Theo, lo sai che puoi segnare, vero?'. Io sono fatto una risata. E poi, miracolo, vado in campo e segno il mio primo gol stagionale. Gli ho detto che stavo solo aspettando il suo permesso". Quello che rende Ancelotti speciale, però, è altro. "Ha un'aura di calma. È come se ti dicesse 'niente panico, è tutto ok' ed è una cosa che si nota di lui. Tutti quanti si aspettavano molto quando è arrivato. Anche io, avendo giocato con le sue squadre in passato. Sapevo che era un top manager". E i suoi compagni se ne stanno accorgendo. "Carlo ti parla di qualsiasi cosa. Di recente mi ha chiesto un parere su quale vino acquistare. Avrei dovuto dirgli che l'esperto è lui, che era lui a dover consigliare me! Ma è solo un piccolo esempio, parla con i calciatori e cerca di conoscerli meglio come persone. Ed è una cosa che fa la differenza"

KEAN - In squadra c'è anche Kean, che dopo un periodo complicato ha finalmente trovato il suo primo gol, anche grazie alla fiducia del nuovo tecnico. E Walcott sottolinea quanto l'azzurro possa far bene, dopo aver superato l'impatto iniziale. "Moise ha 19 anni ed è arrivato in un nuovo paese, con cultura, lingua e modo di intendere il calcio diversi. Ed è complicato. Mettiamo sulle spalle dei calciatori troppa pressione non richiesta. Loro vorrebbero solo giocare il loro calcio, ma ci vuole tempo per ambientarsi, soprattutto per chi va in un paese diverso". La voglia di farsi notare, del resto, non manca. "Ha fatto bene in Italia e ora si sta adattando bene qui. Lavora come un pazzo. Fa cose assurde con il pallone ed è anche il compagno di squadra più fisicamente forte che io abbia mai avuto. Yerry Mina è enorme, ma Moise gli fa concorrenza". E finalmente è arrivata anche una soddisfazione personale. "Sono stato felicissimo quando ha segnato il suo primo gol, si vedeva che era emozionato. Ha lavorato tantissimo da quando è arrivato. Ci sono passato io e so come ci si sente. Sapevo che aveva fame di gol". Dunque, entrambi promossi.