Viviano: “Accusano i calciatori, ma non abbiamo voce in capitolo”

Viviano: “Accusano i calciatori, ma non abbiamo voce in capitolo”

L’ex portiere della Sampdoria dice la sua in un momento piuttosto complicato per il calcio italiano.

di Redazione Il Posticipo

Emiliano Viviano è intervenuto durante Stadio Aperto, a TMW Radio. L’ex portiere della Sampdoria dice la sua in un momento piuttosto complicato per il calcio italiano. E “scagiona” la categoria.

STOP – Il calcio è paralizzato dalla pandemia che ha messo in ginocchio l’Italia e non solo. “Non credevo che potesse essere così grave, sembrava che la situazione fosse sotto controllo. Non si riesce a trovare una soluzione efficace per bloccare la pandemia e allora l’unica cosa da fare è rimanere a casa. Io ormai ho perso il conto del tempo. Sono uscito solo una volta in due settimane. Tutti dovranno fare i conti di quello che è successo anche se, a mio avviso, i bergamaschi e i bresciani lo ricorderanno più degli altri”.

CALCIO – Il mondo del calcio si è fermato. Per alcuni troppo tardi. Resta da capire se e quando sarà possibile ripartire. “Al momento pensare al calcio è complicato.  Spesso ognuno porta acqua al proprio mulino. Bisognerebbe far quadrato tutti e capire cosa è meglio per tutti. I calciatori sono stati accusati, ma in realtà non hanno voce in capitolo. Non era facile anche prevedere cosa si è successo, ma si è arrivati tardi”.

ISOLAMENTO – Viviano, come tutti, trascorre le giornate in quarantena: “Si gioca un po’ in giardino, aiuto i figli a fare i compiti, leggo, mi alleno. I miei ragazzi hanno 11 e 8 anni,  hanno capito bene la situazione. Ho una casa con il giardino, quindi stanno vivendo abbastanza bene la situazione. Viviamo tutti un momento complicato, ma serve anche trovare la forza di andare avanti”.

 

 

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