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Vigorito: “Il calcio merita sostegno: produce milioni ma è messo all’angolo”

Oreste Vigorito, presidente del Benevento, ha parlato della possibile ripresa dei campionati analizzando la situazione legata alla pandemia anche in prospettiva economica per il futuro del calcio inteso come sistema produttivo.

Redazione Il Posticipo

Oreste Vigorito, presidente del Benevento, ha parlato della possibile ripresa dei campionati, e non solo, su TMW Radioanalizzando la situazione  legata alla pandemia anche in prospettiva economica per il prossimo futuro del calcio inteso come sistema produttivo.

SOSTEGNO - Il covid-19 ha danneggiato una squadra con un piede e tre dita in serie A. "Per fortuna adesso il contagio sembra rallentare. Da un punto di vista economico, però, è necessaria una riflessione. Non credo che il sostegno ad un'azienda che produce camere da letto debba essere meno aiutata di una che produce giocattoli. Fanno apparire superfluo il calcio, ma questo è un mondo economico, finanziario e sociale, è un'azienda che distribuisce milioni di euro. E  non solo a quel 10% di giocatori che fanno una vita da nababbi, ma alle migliaia di persone che ci ruotano intorno. Il calcio è un'azienda messa all'angolo, sta avendo poco sostegno".

PROTOCOLLO - Si resta in attesa delle decisioni. "Il protocollo, in un calcio povero, diventa  irrealizzabile. Si aggiungono costi di parecchie centinaia di migliaia di euro per una squadra di Serie B. Il Benevento ha sempre accettato le decisioni, ma non si può cancellare un anno di sacrifici. Essendo una soluzione non voluta da nessuno, bisogna far valere le classifiche che avevamo prima dello stop. Per quanto riguarda le tempistiche, se si può giochiamo a luglio nelle serate fresche. Anche per la gente sarebbe diverso, vivendo così l'estate, e poi a settembre si riparte".

RIPARTENZA - Il presidente del Benevento offre altri punti di vista per un calcio più sostenibile. "I presidenti delle squadre che si ostinano a spendere più di quanto potrebbero. Recuperata un minimo di quella razionalità, servirebbe migliore equilibrio nelle risorse. Le leggi che regolano il calcio sono del '90, se non erro. Pensate che Serie A e B sono in minoranza rispetto a Lega Pro e dilettanti in assemblea, ma hanno più soldi. Sembrano quei parlamenti di una volta, c'è un disequilibrio incredibile".