Verratti si sbilancia: “Buffon potrebbe tornare in nazionale, è casa sua”

Il centrocampista del PSG ha svelato al quotidiano Le Parisien che Gigi Buffon potrebbe tornare a vestire la maglia azzurra qualora ci fosse bisogno di lui. Di portieri ne abbiamo, ma di leader?

di Redazione Il Posticipo

Aprendo un qualsiasi sito d’informazione sportiva francese, oggi si farebbe fatica a trovare un articolo in cui il nostro Marco Verratti non sia almeno menzionato. Il ragazzo che tanto ha fatto parlare di sé ai tempi del Pescara, tanto da attirare le attenzioni dei top club europei, è diventato il punto saldo del centrocampo della stellare équipe parigina. Sarà stato contento, in estate, di tornare a parlare un po’ d’italiano quando è stato raggiunto dall’ex capitano azzurro Gigi Buffon e sicuramente tra i due non sarà mancata l’occasione di fare quattro chiacchiere.

IL RAPPORTO – Infatti, come ha rivelato il centrocampista a Le Parisien, qualche scambio di battute di un certo rilievo con Gigi c’è stato. Probabilmente, da buon italiano, Verratti conosce bene il peso tecnico e carismatico di Buffon e può beneficiarne ora più che mai. Sebbene il ragazzo abbia goduto e goda della stima di tutti i CT, in azzurro non è ancora riuscito a convincere. Ma le sue convocazioni sono state utili per cominciare a porre le basi di un rapporto di stima e fiducia con l’ex capitano di Juventus e Italia.

CASA SUA – Parlando proprio della nazionale Verratti ha ringraziato il compagno di squadra per le recenti dichiarazioni che lo indicavano come l’unico giocatore italiano con del reale talento. Poi ha continuato, dicendo che bisogna ancora lavorare molto e fare squadra e, forse, proprio per questo c’è bisogno di leader. Forse proprio di Buffon. “Coverciano è casa sua. Sono sicuro che qualora l’Italia avesse bisogno di lui risponderà sempre presente […] Sono scelte del CT ma probabilmente si saranno parlati”.

PARIGI – E in Francia, come va? Bene, soprattutto grazie a Tuchel. Il tecnico tedesco piace e molto a Verratti. Che scomoda paragoni importanti. “Ricorda un po’ Carlo Ancelotti perché gli piace stare vicino ai giocatori. E poi è una persona molto diretta, che dice le cose in faccia anche quando non sono belle. Insomma, è una brava persona e ti aiuta a dare il massimo. Quest’anno c’è feeling con l’allenatore e il suo staff, mentre a volte con Emery era complicato capirsi“.

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