Verhagen, il calciatore fantasma: professionista in quattro squadre senza saper giocare, ora è finito in carcere

Verhagen, il calciatore fantasma: professionista in quattro squadre senza saper giocare, ora è finito in carcere

Bernio Verhagen, 25 anni, olandese, calciatore… per modo di dire. Sarebbe meglio definirlo un genio, anche se in una accezione un po’ particolare del termine. La sua storia lo ha portato a firmare contratti in Moldavia, Sudafrica, Cile e Danimarca… senza saper passare un pallone a tre metri!

di Redazione Il Posticipo

Bernio Verhagen, 25 anni, olandese, calciatore… per modo di dire. Sarebbe meglio definirlo un genio, anche se in una accezione un po’ particolare del termine. La sua storia, raccontata da VICE, è di quelle che fosse stata scritta da uno sceneggiatore di Hollywood non sarebbe comunque uscita fuori così assurda. Una vicenda che parla di calcio, più o meno, di bugie, di minacce e di carcere. Ma meglio andare per ordine.

IL GIRO DEL MONDO… – Tutto, spiega VICE, nasce da un video di Youtube in cui c’è qualche giocata e un gol di buona fattura. Quanto basta, almeno nel calcio 2.0, per provare a rimediare un contratto. Del resto Verhagen è effettivamente stato per un periodo nelle giovanili del Willem II nel lontano 2009, ed è stato tesserato per squadre dilettantistiche come conferma Transfermarkt. A dargli un’opportunità nel luglio 2019 è una squadra moldava, la Dinamo-Auto FC, allenata dalla meteora del Genoa Igor Dobrovolski. In Moldavia però il nostro eroe non gioca neanche un minuto. E già la storia diventa sospettosamente simile a quella di Carlos”Kaiser” Raposo, il brasiliano famoso per essere finito sotto contratto con moltissime squadre ma che non sapeva dare un calcio al pallone. Nel frattempo, raccontano a VICE, Verhagen era stato invischiato in una brutta storia di truffe con carte di credito. Da lì all’addio alla Moldavia, il passo è breve. Lo step successivo, ad agosto, è in Sudafrica, all’Ajax Cape Town. Ma anche lì dura poco, appena ventisei giorni.

…IN QUATTRO SQUADRE – Verhagen vuole tornare in Europa, salvo poi finire in Cile, nell’Audax Italiano. Ma anche da lì se ne va a fine ottobre, accusando il tecnico e i compagni di razzismo e costringendo la società a un comunicato in cui vengono rifiutati tutti gli addebiti al riguardo. Ma il meglio deve ancora venire. Verhagen si mette in contatto con il Viborg, squadra danese, facendogli credere di scrivere a nome dello Stellar Group. Esattamente l’agenzia di procuratori di Barnett, il celebre agente di Gareth Bale e Saul. La sedicente agenzia propone al club dei giovani talenti e…Verhagen. Il Viborg però mangia la foglia e a metà novembre, quando ci si accorge che l’olandese non sa fare un passaggio a tre metri, lo denuncia per truffa. Ironia della sorte, il carcere però non arriva per questa storia, ma, spiega VICE, per essere scappato dagli arresti domiciliari, comminatigli a causa delle accusa di minacce, percosse e rapina nei confronti della sua ex fidanzata. L’imprevedibile Verhagen tenta l’ennesimo dribbling e fugge, forse con la speranza di raggiungere la Svezia. Ma calciatore professionista, in fondo, non lo è mai stato. E quindi la…difesa danese lo ha fermato in tempo.

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