Semaforo…Verde, per la A, ma lui lo preferisce giallorosso

Semaforo…Verde, per la A, ma lui lo preferisce giallorosso

Semaforo… Verde o giallorosso? Daniele Verde, protagonista di un buon avvio di stagione, ha un sogno. Tornare a Roma, dove ha esordito in serie A.

di Redazione Il Posticipo

Il classico calciatore giovane dal carattere difficile: Daniele Verde si prende la scena del sabato con un gol di pregevolissima fattura. Lancio di 40 metri, stop a seguire di sinistro, palla che rimane incollata al piede. Uno contro uno e a Consigli non resta che raccogliere il pallone in fondo alla rete. Quanto basta per dire che per questo talento classe 1996 il semaforo è finalmente…Verde?

Un esordio da favola, poi…al Verde

Verde la serie A l’ha assaggiata già qualche anno fa. Con la maglia della Roma che lo scippa giovanissimo al Pigna Calcio, scatenando un incidente diplomatico. La Juventus ruppe i rapporti con il proprio osservatore in Campania, colpevole di essersi fatti sfuggire quel ragazzino dal fisico compatto e un sinistro che canta. Verde vive la sua favola l’8 febbraio a Cagliari: in una partita che gioca più per assenza di ricambi che per scelta, trascina la Roma al successo. Giocate, due assist decisivi, dribbling, personalità a profusione. É nata una stella? Garcia gli predice un futuro da grande. E gli fa chiudere la prima stagione con bel 10 presenze. Poi qualcosa si rompe.

La rinascita parte da Avellino

Verde, l’anno successivo delude le attese. Tanta panchina, poi un fugace apparizione a Frosinone, ma anche in Ciociaria non lascia grandi ricordi. A 20 anni c’è tutto il tempo per ripartire, però se c’è qualche problema, forse è meglio tornare vicino casa, anche in piazze meno ambiziose. E coso Verde riparte con grande umiltà, da Avellino: in Irpinia gioca una signora stagione: 8 reti e 5 assist in 32 partite. Quanto basta per convincere Pecchia a puntare nuovamente su di lui. Le caratteristiche sono note. L’esterno del Verona ama giocare sulla fascia destra per rientrare con il mancino e provare la conclusione a rete, rigorosamente di precisione o a giro. Contro il Sassuolo ha fatto capire, ove ce ne forse ancora bisogno, che se tiene la testa sulle spalle e lascia che l’istinto guidi il talento senza che ne prenda il sopravvento, ha le caratteristiche giuste per tornare protagonista. Il semaforo è…verde. La strada da percorrere? Il suo sogno è tornare alla Roma. Ambizioso? Non è un limite, ma un pregio, se incanalato sui binari giusti.

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