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Vardy, stop ai vizi: basta snus e Porto, ma può…mettere le ali

Dopo le polemiche di Euro 2016, l'attaccante dell'Inghilterra ha deciso di smettere di assumere tabacco per via orale e di bere vino la sera prima delle partite. Ma non toccategli la sua Red Bull.

Redazione Il Posticipo

Lo scorso Europeo è stato, per gli inglesi ma non solo, il torneo di Jamie Vardy. Normale, considerando che l'attaccante del Leicester City veniva da quella che è la più grande impresa del football di Sua Maestà in tempi di Premier League. Reti su reti, la fama planetaria, l'interesse delle big e tutti i riflettori addosso al bomber venuto dalle fabbriche d'acciaio di Sheffield. Ma in quell'estate, oltre che per il campo, Vardy è finito sui giornali anche per un altro motivo. L'utilizzo dello snus, tabacco da assumere per via orale, che ha preso sempre più piede tra i giovani e sembra diventato una moda tra i calciatori.

BASTA CON LO SNUS - Stavolta, niente snus. Divieto o scelta consapevole? A sentire Vardy, la seconda...più o meno. "Ho dovuto smettere perchè voi giornalisti ne avete fatto un caso nazionale. Quindi non credo che mi fotograferanno più mentre lo assumo. Ho smesso nel preciso istante in cui questa storia ha cominciato ad essere ovunque sui giornali. È diventata una questione di stato e non capisco perchè. Non c'è niente di male nell'utilizzare lo snus, ma se mi beccano di nuovo mentre lo faccio potrebbe essere di nuovo la stessa identica cosa. È una decisione che ho preso da solo, non mi ha costretto nessuno. Ho solo pensato che non avevo bisogno di altri rompimenti di scatole".

PORTO NO, RED BULL SÍ - E gli altri vizi? Vardy era celebre anche per l'abitudine di bere del Porto da una bottiglia di integratori la sera prima delle partite. Bocciato anche quello, anche se Southgate gli ha permesso di mantenere la sua...dipendenza principale. Quella dalla Red Bull. Nel pieno dell'euforia Leicester, il bomber aveva dichiarato di farne un uso smodato prima di ogni match fino a sei lattine al giorno. Il CT gli ha concesso di continuare a berla, ma senza esagerare. Massimo tre. Complicato, ma alla fine Vardy ce l'ha fatta. E ora quando si gioca l'attaccante dei Tre Leoni comincia a colazione con la prima, poi butta giù la seconda a metà mattinata e si tiene la terza per il riscaldamento. La speranza, del CT e di tutti gli inglesi, è che la bevanda energetica...metta le ali al bomber?