Vardy si confessa: “In campo sono un incubo, i tifosi mi insultano e io rispondo a modo mio…”

Dopo l’annuncio dell’addio alla nazionale, l’attaccante del Leicester ha rilasciato un’intervista in cui si descrive a tutto tondo, in campo e fuori. Ed emerge il ritratto di un calciatore e di un ragazzo che agli elogi preferisce le critiche.

di Redazione Il Posticipo

L’addio alla nazionale sembra non aver cambiato più di tanto Jamie Vardy. Il bomber del Leicester dei sogni ha lasciato la maglia dei Tre Leoni, ad appena tre anni dal suo esordio a livello internazionale. Ma non è un gran problema, almeno a sentire lui. Come ha dichiarato al Guardian, largo ai giovani. E proprio al quotidiano inglese l’attaccante delle Foxes ha rilasciato un’intervista in cui si descrive a tutto tondo, in campo e fuori. E dall’autoironia contenuta nelle risposte, emerge il ritratto di un calciatore e di un ragazzo che agli elogi preferisce le critiche. Del resto, quando riceve i primi diventa rosso. Quando lo insultano, invece, dà il meglio di sè.

SFOTTÓ – “Come mi percepiscono gli altri a livello di persona? Probabilmente pensano che io sia un c******e!“. Rapido e letale, sia sotto porta che a trovare l’appiglio per un po’ di sarcasmo. “Onestamente, credo di essere un incubo in campo. I tifosi avversari mi insultano e io gli rispondo. Ma sono fatto così e credo che alla fine è come dovrebbe essere nel calcio. Un po’ di sano sfottò. L’anno scorso i tifosi del Tottenham cantavano qualcosa riguardo mia moglie nella giungla (Rebekah Vardy ha partecipato a un reality ambientato nell’Australia più selvaggia, ndr). Un minuto dopo ho segnato e sono stati zitti per tutto il resto della partita“.

RISPOSTE – Mai fare arrabbiare Jamie Vardy, dunque. Che però, a volte, gli insulti se li va davvero a cercare… “Quando segno al West Bromwich esulto sempre nello stesso angolo del campo. Ci sono le foto di due gol segnati in stagioni diverse. Le facce sono sempre le stesse e anche i diti medi“. E a forza di gol, il bomber del Leicester cerca di zittire gli insulti e i detrattori. Quelli che magari pensavano che sarebbe stato una meteora, esplosa l’anno della Premier vinta, ma destinata a sparire. “Credo che, specialmente sui social media, non importa cosa tu faccia, ci saranno sempre persone che avranno dubbi su di te. Ma la gente può dire quel che vuole. Io mi concentro sul campo“. E da tre anni a questa parte, è evidente che le risposte arrivino di frequente.

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